Distacco di retina

Il distacco di retina si verifica perché, passando attraverso la rottura o le rotture retiniche, una certa quantità di fluido vitreale si insinua al di sotto della retina ed inizia a scollarla. Un distacco di retina può mantenersi circoscritto, ma in genere tende ad estendersi ed a interessare porzioni sempre più ampie della retina. A questo punto compare una tenda scura nel campo visivo. Se il distacco progredisce fino ad interessare la macula, si ha inoltre un brusco calo della vista. La velocità di progressione dei distacchi di retina è molto variabile: in alcuni casi si assiste in poche ore al distacco totale, in altri casi il distacco tende ad autolimitarsi ed a restare maggiormente circoscritto. Ciò è influenzato da numerosi fattori, tra i quali va senz'altro ricordato il riposo: per questo motivo, i pazienti con distacco di retina vengono tenuti a letto in attesa dell'intervento. Il trattamento laser non è applicabile nel distacco di retina: qualunque "colla" richiede che le parti da incollare siano perfettamente aderenti, e non è questo il nostro caso. Chi ha un distacco di retina deve purtroppo operarsi. Vi sono varie ragioni perché l'intervento chirugico per distacco di retina venga eseguito con una certa urgenza. Innanzitutto, il distacco di retina lasciato a sé tende solitamente ad estendersi, richiedendo un trattamento più pesante; in secondo luogo, la retina distaccata perde progressivamente vitalità. In terzo luogo, la retina distaccata tende ad irrigidirsi e ad accartocciarsi, rendendo difficoltoso l'intervento chirurgico e riducendo le probabilità di successo.

Fattori predisponenti

Esiste una serie di fattori predisponenti che possono favorire il distacco di retina. Tra i fattori locali (cioè relativi all'occhio) vi sono le cosiddette "aree degenerative periferiche", cioè delle aree di anomalia localizzata che insorgono spontaneamente in uno o più settori periferici della retina. La miopia, specialmente quella elevata, è una condizione in cui il bulbo oculare si presenta allungato (anziché sferico) ed accomuna numerosi fattori di rischio: retina più sottile, alterazioni vitreali, maggiore incidenza di aree degenerative. Sempre rimanendo tra i fattori locali, è ben noto come l'intervento di cataratta, per quanto correttamente eseguito, porti ad un notevole aumento nell'incidenza del distacco di retina, in particolar modo nei soggetti di giovane età. La maggior incidenza dei distacchi di retina nei mesi più caldi ha fatto ritenere che il caldo, favorendo la disidratazione, agisca inducendo o precipitando il distacco del vitreo. Un ruolo molto importante può essere svolto dai traumi, sia diretti che indiretti. I primi sono gli eventi contusivi diretti sul bulbo oculare (ad esempio un pugno); i secondi includono i traumi cranici (ad esempio una testata) ed i contraccolpi in genere (classico quello da tamponamento stradale. Questi agiscono provocando spostamenti del vitreo all'interno del bulbo, causando trazioni sulla retina in corrsipondenza della linea di azione del trauma.

Prevenzione
La prevenzione del distacco di retina si basa sull’attenuazione o sull’eliminazione dei fattori predisponenti. Le aree degenerative retiniche possono essere circondate da uno sbarramento laser, seguendo lo stesso principio impiegato nel trattamento delle rotture retiniche semplici: isolare l'area pericolosa. Vi è un ampio dibattimento circa l'opportunità di tale trattamento, in relazione ai possibili effetti collaterali, e non è infrequente il riscontro di pareri discordanti tra i vari specialisti: il risultato è un paziente confuso e disorientato. Lo stato delle cose può essere riassunto nei seguenti punti: • Non tutte le aree degenerative sono ugualmente pericolose: alcune non lo sono affatto, altre lo sono in maniera proporzionale alla loro estensione ed altre ancora lo sono in maniera assoluta; • La potenziale pericolosità di un'area degenerativa dipende pure dal contesto in cui è inserita: miopia elevata, presenza di cataratta (che potrebbe richiedere un intervento), presenza di distacco del vitreo, età ed abitudini del paziente e così via; • Il trattamento laser può effettivamente avere effetti negativi, legati essenzialmente al surriscaldamento del vitreo; • In sostanza si tratta di fare un bilancio tra effetti positivi e negativi, bilancio su cui pesano anche le precedenti esperienze e le convinzioni dell'operatore. E' da tener presente che molte aree degenerative tendono alla cicatrizzazione spontanea, il che può contribuire a spiegare disparità di opinioni a distanza di tempo.
Molte persone si chiedono se la correzione della miopia non abbia effetto preventivo verso il distacco di retina. La risposta è purtroppo negativa, in quanto il trattamento mediante laser (PRK o lasik) corregge la curvatura della cornea, adattandola al bulbo più lungo, ma non modifica la condizione interna del bulbo oculare. Assolutamente controproducente è, da questo punto di vista, l'asportazione o la sostituzione del cristallino che molti specialisti praticano per il trattamento di miopie elevate: essa equivale all'intervento di cataratta ed espone il paziente ai rischi relativi, già ricordati sopra. Una serie di norme igieniche e di comportamento possono limitare l'azione dei fattori predisponenti generali. Le persone che hanno una predisposizione accertata per il distacco di retina (ad esempio, aree degenerative retiniche potenzialmente pericolose) dovrebbero evitare di esporsi al caldo nei periodi più torridi, integrando nel contempo la dieta con acqua e sali minerali, e dovrebbero evitare di subire traumi o contraccolpi al cranio: è il caso di molti sportivi (colpi di testa, tuffi).

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