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UOS Retina Chirurgica

DEFINIZIONE

L’Unità Operativa di Retina chirurgica si occupa della diagnosi e cura di pazienti affetti da tutte le patologie retiniche che richiedono una terapia chirurgica, che possono coinvolgere la regione maculare o la parte periferica della retina.

 

PATOLOGIE

Le patologie maculari trattabili chirurgicamente sono principalmente rappresentate da quelle forme di alterazione della regione maculare causate da fenomeni meccanici. A livello di questa regione della retina è possibile la formazione di membrane in corrispondenza della zona situata a contatto con il corpo vitreo, delimitato da una pellicola esterna chiamata corticale vitreale. In corrispondenza della macula vi è una regione nella quale a causa di specifiche particolarità anatomiche è possibile la formazione di sottili membrane anomale originate talvolta da residui della corticale vitreale, a volte dalla stessa retina. Queste membrane, dette “epiretiniche”, contraggono rapporti con la retina maculare, aderendo alla retina interna. Se le cellule che compone le membrane non sono di natura contrattile, ovvero non tendono ad esercitare trazioni sui punti di contatto, i disturbi visivi causati dalle membrane epiretiniche sono moderati.

I disturbi in questi casi generalmente si limitano a una distorsione delle immagini, dovuta ad un modesto raggrinzimento della regione maculare soggetta a trazione da parte della membrana. Se, invece, i fenomeni trattivi sono più marcati il tessuto retinico entra in sofferenza a causa della forte deformazione causata della membrana e l’abbassamento visivo diviene più marcato, potendo esitare in gravi riduzioni della vista se non si interviene chirurgicamente. 

Le principali patologie maculari correlate alla presenza di membrane epiretiniche sono: 

  1. Il pucker (termine inglese che vuol dire: "raggrinzimento") maculare caratterizzato dalla presenza di una membrana epiretinicaattaccata alla regione maculare e contratta, per cui associata a distorsione delle immagini e, nei casi più gravi, alla formazione di macchie centrali di non visione (scotomi). L’intervento chirurgico può portare ad una risoluzione, non sempre totale, dei disturbi visivi, e soprattutto ad una riduzione della deformazione delle immagini. 
  2. La trazione vitreo-maculare, nella quale la corticale vitreale rimane attaccata alla porzione centrale della macula, chiamata fovea. La trazione conseguente su una zona così piccola può provocare un notevole abbassamento visivo.
  3. Il foro maculare, caratterizzato dalla formazione di un’apertura nella pozione centrale della regione maculare, che principalmente in occhi con miopia elevata può associarsi ad un distacco retinico posteriore.

 

ATTIVITÀ

La tecnica chirurgica più frequentemente utilizzata è la vitrectomia con asportazione delle membrane epiretiniche. L’intervento di vitrectomia si è rivelato di grande importanza anche nel trattamento dei casi più gravi di retinopatia che si verificano nei pazienti diabetici: rimuovendo il vitreo infarcito di sangue e le trazioni che questo esercita sulla retina, consente la risoluzione di casi che in passato portavano alla cecità.

I pazienti possono afferire all’ambulatorio per eseguire prime visite oculistiche (prenotate con il CUP) o visite oculistiche di controllo (prenotate presso la Fondazione Bietti). 

La visita oculistica comprende la misurazione dell’acuità visiva per lontano e per vicino con la valutazione della presenza della distorsione delle immagini (metamorfopsia), la tonometria (misurazione della pressione intraoculare) con tonometro ad applanazione di Goldmann, l’esame del fondo oculare per la valutazione della macula e della retina. 

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