Rappresentano la seconda causa di patologie retiniche e si manifestano con una riduzione improvvisa e indolore della vista e del campo visivo. I fattori di rischio, gli strumenti diagnostici e il trattamento delle trombosi oculari nell’intervista alla Dottoressa Mariacristina Parravano, dell’Unità Retina Medica presso la Fondazione Bietti

Cos'è una trombosi oculare?

La trombosi oculare si verifica quando è ostruita la circolazione di una vena o arteria retinica. Le trombosi venose sono le forme più frequenti e rappresentano la seconda causa di patologia retinica oculare dopo la retinopatia diabetica. Hanno una prevalenza che varia dallo 0.3% al 1.6% che aumenta in maniera sostanziale con l’aumentare dell’età.

L’occlusione può interessare la vena centrale della retina, e si tratta quindi di Occlusione della Vena Centrale della Retina (CRVO), evento che si manifesta con una prevalenza molto bassa (0.8%) oppure solo un ramo di essa e, in tal caso, si tratta di Occlusione Venosa di Branca Retinica (BRVO), che si manifesta più frequentemente (4.42%).

Il blocco della circolazione del sangue determina la formazione di emorragie retiniche con possibile conseguente sviluppo di aree ischemiche (aree scarsamente perfuse) e/o di edema maculare con ripercussioni sulla funzione visiva.

Quali sono i sintomi?

La riduzione improvvisa indolore della vista nell’occhio interessato, che si manifesta come annebbiamento visivo o perdita di parte del campo visivo, rappresenta il sintomo d’esordio principale.

Cosa è consigliabile faccia una persona che manifesta i sintomi, a chi può rivolgersi?

La trombosi venosa retinica rappresenta un’urgenza oculistica e per tale motivo per una prima diagnosi il paziente deve recarsi quanto prima dal proprio oculista curante o, se non raggiungibile al momento, al pronto soccorso. Una volta stabilita la diagnosi il paziente può essere seguito presso un centro che abbia la possibilità di completare l’iter diagnostico e proporre la più corretta terapia personalizzata.

Come viene diagnosticata e trattata alla Fondazione Bietti?

Il nostro centro di retina medica della Fondazione Bietti presso l’Ospedale Britannico è organizzato per fornire una diagnosi precoce utilizzando un imaging multimodale che consenta il più completo inquadramento diagnostico del paziente già alla prima osservazione accompagnato da una pianificazione personalizzata del timing di monitoraggio e/o trattamento.

L’esame del fondo oculare rappresenta un momento fondamentale per la diagnosi. Infatti, la visualizzazione di emorragie retiniche, essudati cotonosi, edema maculare ed edema del nervo ottico ci orienta verso la diagnosi. L’utilizzo di test funzionali come la misurazione della vista e lo studio del riflesso pupillare afferente è importante per l’inquadramento del paziente. La quantificazione e la caratterizzazione dell’edema maculare, evento frequente nelle trombosi, avviene in maniera non invasiva con l’OCT, mentre lo studio della perfusione retinica viene effettuato con la fluorangiografia retinica.

Presso il nostro centro di retina medica della Fondazione Bietti ci avvaliamo di tecnologie che ci permettono di studiare il coinvolgimento maculare con le più moderne tecnologie di OCT angiografia che, in assenza di mezzo di contrasto, ci permettono di studiare le caratteristiche vascolari dei diversi strati retinici (superficiali e profondi) ed identificare le aree di non perfusione centrale. Inoltre, per la valutazione della perfusione retinica periferica con fluoresceina abbiamo a disposizione strumenti di ultima generazione che consentono lo studio ad ampio campo delle porzioni più periferiche della retina con il vantaggio di identificare le aree di ischemia o la presenza di neovascolarizzazioni retiniche più periferiche.

In presenza di edema maculare quali trattamenti sono previsti?

Si programmano cicli di trattamenti con farmaci intravitreali (anti-VEGF o steroidi) ed i relativi controlli privilegiando l’utilizzo di regimi di trattamento con intervalli individualizzati di ritrattamento. Oltre alle iniezioni intravitreali ci si avvale dell’utilizzo di laser di differenti tipologie quali il laser sottosoglia micropulsato nella gestione dei casi specifici di edema maculare, o il trattamento argon laser tradizionale per la periferia retinica in pazienti in cui sia stato dimostrato un coinvolgimento retinico periferico per trattare le eventuali aree ischemiche messe in evidenza dalla fluorangiografia ad ampio campo e scongiurare l’insorgenza di complicazioni gravi come il glaucoma neovascolare.

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio che predispongono alla trombosi venosa sono molteplici e, in genere, sono gli stessi che si riscontrano in alterazioni vascolari che coinvolgono altri distretti corporei come nel caso di ictus o coronaropatie. I fattori di rischio cardiovascolare come arteriosclerosi, ipertensione arteriosa, diabete mellito, iperlipidemia, obesità, fumo, occlusione della carotide sono importanti.

Altrettanto importanti sono le alterazioni reologiche (ematocrito aumentato, aumentata viscosità del plasma, aumentata aggregazione dei globuli rossi, ridotta deformabilità dei globuli rossi). Queste possono anche giustificare i casi di occlusione centrale della retina osservati in soggetti sottoposti ad un prolungato sforzo fisico come ad esempio una maratona.

Altri importanti fattori di rischio riguardano lo stato trombofilico: iperomocisteinemia, anticorpi anti-fosfolipidi, resistenza alla proteina C attivata (fattore V di Leiden), presenza di mutazioni geniche dei principali fattori coinvolti nel processo coagulativo, ridotti livelli di inibitori del plasminogeno, contraccettivi orali.

Esistono, inoltre, importanti fattori di rischio locali: glaucoma (rischio di CRVO 5-7 volte superiore rispetto al soggetto sano); trauma (generalmente presente nell’anamnesi dei pazienti con CRVO); vasculite retinica; occlusione dell’arteria centrale; tutte le condizioni che provocano una riduzione del canale della lamina cribrosa come drusen, papilledema; malformazioni artero-venose che sono causa di ipertensione venosa; sindrome di iperviscosità (policitemia, macroglobulinemia, mieloma, leucemia).

Ci sono dei comportamenti che possono fungere da prevenzione?

Visti i principali fattori di rischio riportati, la corretta individuazione e modificazione degli stessi rappresenta una prevenzione importante della patologia oculare.

31 March 2021