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Proteomica: il nuovo laboratorio di ricerca dell’IRCCS Bietti

Proteomica: il nuovo laboratorio di ricerca dell’IRCCS Bietti

Aprirà a fine giungo e studierà il ruolo delle proteine nelle malattie neurodegenerative e rare dell’occhio con un’apparecchiatura all’avanguardia: Orbitrap Exploris 240 

Le proteine sono molecole importanti, i “mattoni” fondamentali della vita: la complessità chimica della loro composizione nonché la capacità di modificare la struttura tridimensionale e di interagire con le altre molecole chimiche e biologiche (lipidi, carboidrati), adattandosi alle necessità della cellula, permettono loro di svolgere una quantità enorme di funzioni all’interno dell’organismo: dal movimento dei muscoli, alla trasmissione degli impulsi nervosi, all’ingresso dei segnali diretti al nucleo alla capacità di eliminare una minaccia biologica (virus, batteri).  
Non sorprende, quindi, che la mancanza di alcune proteine, o l’alterazione dei meccanismi che soprassiedono al mantenimento dell’equilibrio tra diversi tipi di proteine, possano essere causa di gravi disfunzioni e patologie.   

“È il caso, per esempio, delle malattie neurodegenerative, delle quali il glaucoma fa parte. Il legame di queste malattie con proteine di interesse patologico, quale la proteina Tau è sempre meglio compreso”, spiega il dott. Francesco Oddone, responsabile dell’Unità di Ricerca Glaucoma presso l’IRCCS Fondazione Bietti. 

“È per studiare questa e altre proteine – che giocheranno un ruolo importante nelle cure e nelle diagnosi, anche nel breve futuro – che la Fondazione inaugurerà un nuovo laboratorio di ricerca dedicato alla proteomica. A fine giugno aspettiamo un’apparecchiatura all’avanguardia per la spettrometria di massa – prosegue il medico. 

Come funziona la spettrometria di massa? 
“La proteomica è una branca della ricerca che è focalizzata sull’identificare in maniera sistematica le proteine e la loro struttura più fine in relazione alla loro quantità, qualità e interazione con altre molecole. La spettrometria di massa consente di identificare, con una sensibilità non paragonabile a qualsiasi altro approccio di laboratorio, l’insieme delle molecole (proteine, ma anche molecole organiche, in funzione dell’approccio scientifico) presenti all’interno di un campione oggetto di analisi. Pertanto, un saggio di proteomica è in grado di fornire informazioni qualitative (la composizione del campione appunto) e, dietro adozione di alcuni opportuni accorgimenti tecnici, quantitative (per ogni molecola, quanta ne è effettivamente presente, in senso assoluto ed in relazione alle altre) sulla composizione del campione stesso”.   

Che caratteristiche ha l’apparecchiatura della Bietti?  
“Grazie al sostegno della Fondazione Roma, l’IRCCS Bietti si è equipaggiato con uno strumento all’avanguardia della proteomica, ovvero un Orbitrap Exploris 240. 
L’apparecchiatura ha in dotazione un ulteriore sistema di rilevazione delle molecole, che prende il nome di Field asymmetric waveform ion mobility spectrometry (FAIMS) che rappresenta una tecnologia altamente innovativa sviluppata per migliorare la precisione delle osservazioni, nonché per agevolare lo studio della composizione ultramicroscopica delle particelle in analisi.”  

Che impatto avranno le ricerche? 
“Il taglio della ricerca in un IRCCS deve essere di natura traslazionale: l’orizzonte è applicare i risultati alla diagnostica o alle terapie delle malattie cronico degenerative dell’occhio quali glaucoma, degenerazione maculare senile, retinopatia diabetica, malattie rare e geneticamente determinate. La strategia scientifica che verrà sviluppata nel laboratorio di proteomica consentirà di ottenere informazioni su larga scala per tutte le patologie oculari che saranno oggetto di analisi.

27 Maggio 2022
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