L’infiammazione che colpisce le ghiandole in corrispondenza delle ciglia può far insorgere problematiche molto fastidiose che possono arrivare a cronicizzarsi

Palpebra gonfia, arrossata, dolente: sono i principali sintomi dell’orzaiolo, infiammazione di natura batterica che può colpire la palpebra, rispettivamente laddove ad infiammarsi siano le ghiandole presenti nello spessore palpebrale, come quelle di Zeiss. Si tratta di una patologia estremamente diffusa e comune che colpisce persone in tutte le fasce di età.

“La creazione dell’edema dovuto alla chiusura del condotto ghiandolare alla sua conseguente infezione” spiega il dottor Antonluca Boninfante, Dirigente Medico presso Presidio Britannico Ospedale San Giovanni Addolorata Fondazione G.B.Bietti e Ricercatore presso il servizio di Retina Medica e Responsabile dell’ambulatorio di oftalmoplastica della Fondazione G.B Bietti IRCCS.

 

Quanto è diffusa e quali le cause dell’orzaiolo?

Si tratta di una patologia che può colpire a qualsiasi età. Tra le cause troviamo difetti della vista ma anche problemi legati all’alimentazione, quindi malassorbimenti intestinali, diete sbilanciate come quelle particolarmente ricche di grassi e cioccolata.

Come curare un orzaiolo?

Tendenzialmente l’accumulo tende a risolversi spontaneamente, drenandosi autonomamente l’eccesso di liquidi accumulati. Altrimenti è possibile intervenire con creme antibiotiche o associate all’assunzione di corticosteroide nei casi più gravi. Nei rari casi in cui non si risolva spontaneamente è possibile ricorrere ad una chirurgia ambulatoriale.

Spesso vi è confusione tra orzaiolo e calazio, quali le differenze?

L’orzaiolo è un processo acuto e rapido e dolente mentre il calazio è una forma cronica meno dolente ma altrettanto fastidiosa. Il rischio nel secondo caso è che, se non curato correttamente essendo possa incistarsi, diventando a quel punto necessaria la rimozione chirurgica, che prevede. una incisione palpebrale. Si tratta di una operazione con una convalescenza di 2-3 giorni al massimo e una terapia post-operatoria tra i 10 e i 15 giorni al massimo.  

Quali i metodi di prevenzione?

Sicuramente è fondamentale una attenta pulizia quotidiana del bordo palpebrale, sia in età adulta che nei confronti dei bambini. Sicuramente sottoporsi a con visite oculistiche frequenti complete permette di individuare le eventuali cause predisponenti e scatenanti.

Nel caso in cui l’orzaiolo o il calazio si presentino più frequentemente può essere opportuno eseguire ulteriori accertamenti per individuare le cause che possono essere dovute anche ad altri fattori: in taluni casi infatti possono essere secondari a blefarite o alcune intolleranze alimentari.

 

3 Marzo 2021