Dalla cheratite erpetica all’uveite: come riconoscere e trattare i diversi stadi dell’infezione virale da herpes virus nell’occhio 

“L’herpes oculare è una delle diverse manifestazioni provocate dai virus erpetici umani” spiega il Dottor Domenico Schiano Lomoriello Responsabile dell’Unità Operativa Segmento Anteriore dell’IRCCS Fondazione Bietti. “Esistono, infatti, diversi tipi di Herpes virus ma tutti hanno un aspetto in comune: dopo l’infezione si annidano quiescenti nei gangli nervosi e attendono momenti di debolezza o immunodepressione dell’organismo per riacutizzarsi”.

“Il più frequente – continua il dottore - è il virus Herpes Simplex Tipo 1, responsabile, tra l’altro, delle caratteristiche vescicole sulle labbra che sono comunemente associate al nome di 'herpes'. Alla stessa famiglia appartiene, però, anche il virus Varicella-zoster che è responsabile della varicella e, nella fase di riacutizzazione, dell’herpes zoster cutaneo, popolarmente noto come ‘fuoco di S. Antonio’. Sia il virus di Tipo 1 che il Varicella-zoster possono manifestarsi a livello oculare”.

Come si manifesta l’herpes nell’occhio?

“Dipende dagli stadi: distinguiamo sempre tra una malattia erpetica e una metarpetica. Nella prima si assiste all’infezione virale. La seconda, dipende dalla reazione dell’organismo alla riacutizzazione del virus, anche ad anni di distanza dalla prima infezione e anche nel caso questa non sia stata sintomatica”.

Quando avviene questa riacutizzazione e perché?

“I virus erpetici quiescenti nei gangli nervosi possono “destarsi” in concomitanza con altre patologie. È molto frequente, per esempio, la comparsa di herpes immediatamente prima o durante un episodio influenzale. Ma anche lo stress e la tensione possono essere elementi in grado di influenzare la latenza dei virus erpetici”.

Quali sono i sintomi dell’herpes oculare e come si cura?

“Dipende dalle fasi: erpetica o metaerpetica. Nel primo stadio, ovvero l’infezione vera e propria, abbiamo una cheratite erpetica con fastidio e possibile calo visivo in assenza di occhio rosso e, tipicamente, con una sensibilità corneale ridotta. Dal punto di vista obiettivo la cheratite erpetica si presenta come un'ulcera corneale dalla caratteristica forma arborescente (ulcera dendritica). Una caratteristica causata proprio dalla localizzazione del virus nelle arborescenze dei nervi corneali. In questo stadio la terapia con antivirali topici è sufficiente nella maggior parte dei casi ad ottenere la remissione dell’infezione (che può, però, recidivare)”.

In cosa consiste, invece, la fase metarpetica dell’herpes oculare?

“La cheratite metaerpetica è legata alla risposta infiammatoria dell'ospite ad una precedente infezione erpetica e, solitamente, non porta lesione dell'epitelio corneale, bensì, provoca un infiltrato infiammatorio nello stroma corneale. Non è concomitante all’infezione ma può avvenire anche a distanza di anni, quando il virus si riacutizza”.

In quale caso si parla di uveite erpetica?

“Una manifestazione importante della malattia erpetica avviene quando il riacutizzarsi del virus non coinvolge solo la cornea ma tutto il settore anteriore dell'occhio. In questo caso si parla di una cherato-uveite erpetica che è caratterizzata da una reazione infiammatoria con presenza di essudativi infiammatori nella camera anteriore, aumento della pressione e la creazione di depositi sulla cornea. In questo caso è importante nella terapia la somministrazione sistemica - oltre che locale - di farmaci antivirali, oltre che di antinfiammatori e di colliri midriatici oltre che di colliri che diminuiscano la pressione intraoculare”.

Come avviene la diagnosi dell’herpes oculare?

“Sia nelle cherato-uveiti che nelle cheratiti erpetiche si registrano segni e sintomi caratteristici. Tuttavia è soltanto l’analisi molecolare dopo il prelievo di materiale corneale o liquido dalla camera anteriore dell’occhio che permette di individuare la presenza di herpes virus e determinare con certezza la diagnosi”.

Quanto dura il trattamento e come avviene alla Fondazione Bietti?

"Il trattamento nelle forme più lievi dura pochi giorni, mentre nelle forme con coinvolgimento della camera anteriore può durare diverse settimane. Inoltre, quando un paziente è soggetto a numerosi episodi, può rendersi necessaria una terapia sistemica con antierpetici a basso dosaggio protratta nel tempo per ridurre la possibilità di recidiva. Presso i nostri ambulatori di segmento anteriore e patologia corneale è possibile fare diagnosi e venire seguiti per questa patologia".

24 Febbraio 2021