Fenomeno in crescita ma occhiali e mascherina aiutano. Dagli oculisti dell’IRCCS G.B. Bietti alcune regole da seguire e un monito per i bambini: non grattarsi l’occhio! 

L’occhio è un bersaglio canonico per le allergie perché la congiuntiva entra direttamente in contatto con gli allergeni, siano essi pollini o altre sostanze, che fluttuano nell’aria.

“È un fenomeno in crescita nella popolazione – spiega il Dottor Domenico Schiano Lomoriello, responsabile dell’Unità di Ricerca Segmento anteriore della Fondazione IRCCS G.B. Bietti-. Le ragioni sono molteplici. In primo luogo, si riscontra un incremento di allergie nella popolazione generale. In secondo luogo, pesano decisioni urbanistiche che potremmo definire ‘anomale’, ovvero la scelta di particolari alberi che vengono piantati nei viali cittadini più per la loro bellezza che per la loro congruità con il paesaggio e l’ecosistema locale. Ovviamente molte di queste specie sono, come i ciliegi, suscettibili di indurre reazioni allergiche durante la fioritura”.

“Dal punto di vista dei sintomi un occhio interessato da una reazione allergica si presenta arrossato, lacrimante e pruriginoso. Un medico oculista, durante una visita, noterà papille reattive nel tarso congiuntivale, particolarmente in evidenza”.

Il trattamento è principalmente sintomatico, e consiste nell’applicazione di colliri antinfiammatori-antistaminici e, nei casi più gravi, nell’assunzione degli stessi principi attivi per via orale.

Non esistono, spiega il dottor Schiano delle precauzioni particolarmente efficaci per l’allergia ai pollini. “Nel caso di allergie alla polvere o ai derivati epiteliali del gatto, per esempio, possiamo lavorare sui materiali o sull’evitare la contaminazione domestica.  Ma nel caso degli allergeni nell’aria non possiamo evitarli del tutto”.

In caso di forme particolarmente gravi di allergia, poi, il medico oculista può prescrivere dei colliri che, se somministrati in anticipo, possono ridurre la reattività congiuntivale. Non tutte le persone sono allergiche agli stessi tipi di pollini, inoltre. “Il mio consiglio, perciò, è individuare i pollini che fanno scaturire una reazione allergica e controllare in un calendario pollinico qual sia il periodo più critico.

In questo periodo di pandemia la mascherina anti-Covid e gli occhiali si sono rivelati anche delle ottime protezioni per evitare il contatto tra pollini, mucosa nasale e congiuntiva degli occhi. 

“Infine, c’è un importante precauzione che riguarda i bambini con allergia. Essendo il prurito uno dei sintomi agli occhi dell’allergia, i bambini tendono a grattarsi gli occhi (eye rubbing in inglese). È un’abitudine che va assolutamente scoraggiata perché non è igienica e non fa bene alla cornea. Recenti studi, inoltre, collegano l’abitudine del eye rubbing in età pediatrica al maggior rischio di insorgenza del cheratocono da adulti”.

Per affrontare al meglio questa stagione primaverile, perciò, ecco i tre consigli della Fondazione IRCCS Bietti per le allergie e le irritazioni agli occhi.

  • Indossare occhiali e proteggere le mucose all’aperto
  • Consultare il calendario dei pollini
  • NON grattarsi gli occhi anche se fanno prurito.

 

29 Aprile 2021