Nuovi interventi chirurgici e ricerche sono buone notizie ma bisogna recuperare il tempo perduto per il COVID. Nella settimana del Glaucoma 2021 facciamo il punto con il dottor Francesco Oddone per il quale i progressi della medicina aumentano l’efficacia delle cure ma lasciano inalterata, ove non aumentino ulteriormente, l’importanza della diagnosi precoce attraverso le visite oculistiche periodiche.  

“La Fondazione Bietti non ha mai interrotto gli interventi chirurgici e le visite cliniche per i malati di glaucoma ad alto rischio. Neppure durante il primo lockdown. Ma la paura di uscire ed essere contagiati e le oggettive barriere agli spostamenti hanno portato molti pazienti a saltare le visite di controllo anche quando, a partire da giugno, sono stati potenziati spazi e orari per recuperare il tempo perduto”.  

“Questo - spiega il Dottor Francesco Oddone, Responsabile Unità Operativa  “Glaucoma” dell’IRCCS Fondazione Bietti - ha comportato peggioramenti in una parte importante della popolazione affetta da glaucoma. Siccome il glaucoma è una malattia cronica e progressiva, ha bisogno di controlli periodici per calibrare le terapie e monitorare la loro efficacia. Saltando le visite, si sono accumulati danni. Non di rado sono stati necessari interventi chirurgici per correggere situazioni che avrebbero potute essere controllate farmacologicamente”. 

Dal punto di vista delle nuove tecniche chirurgiche, però, c’è una buona notizia: “Continuano a dare buoni risultati gli interventi di chirurgia mininvasiva con tecnologie drenanti. La Fondazione Bietti è stata tra i primi ed è tutt’ora uno dei pochi centri italiani nei quali questi interventi, per esempio quelli che si avvalgono di impianto XENTM o di impianto PreserfloTM, vengono effettuati di routine - A questo proposito si veda l'articolo "Le frontiere del Glaucoma: chirurgia mininvasiva e nuovi farmaci neuroprotettori

 “Anche la ricerca farmacologica fa passi avanti. Presso la Bietti è in corso un Trial clinico di stadio III B che si propone di misurare l’efficacia di una soluzione farmacologica capace di diffondere nell’arco di 4/6 mesi le terapie per ridurre la pressione intraoculare.  Se, alla fine dello studio, si rivelasse una soluzione applicabile su vasta scala, potrebbe essere una alternativa alla somministrazione quotidiana dei colliri, rivoluzionando la terapia per il glaucoma”. 

“Il ladro silenzioso della vista è una malattia degenerativa subdola e invalidante, - conclude Oddone - ma abbiamo sempre più strumenti per contrastarla preservando la vista delle persone. Quello che rimarrà a lungo una necessità inderogabile sarà, però, la disponibilità dei pazienti a farsi visitare regolarmente. Solo visite periodiche dal medico oculista possono diagnosticare e trattare il glaucoma in tempo, impedendo i danni al nervo ottico che, una volta avvenuti, sono tutt’ora irreparabili. Maggiore è la nostra capacità di fermare la malattia, maggiore è l’interesse della persone di ricevere una diagnosi precoce”. 

 

8 Marzo 2021