La Fondazione Bietti partecipa allo studio che individua una connessione tra alcune mutazioni genetiche nei malati e la possibilità di sviluppare i sintomi del COVID -19. All’orizzonte è la possibilità di prevedere quali persone corrono i rischi maggiori

È di questi giorni l’uscita di uno studio che ha evidenziato differenze significative nei polimorfismi genici (SNPs) di Ace2, Ace11 e Agt, che potrebbero rappresentare un punto chiave nel fornire uno strumento prezioso nello sviluppo della terapia ai primi sintomi.

Coautori dello studio, la Dott.ssa Alessandra Micera e Dottor Andrea Cacciamani (IRCCS-Fondazione Bietti).

Di recente pubblicazione sulla rivista internazionale “Pharmacogenomics and Personalized Medicine”, lo studio nasce dalla collaborazione multidisciplinare di ricercatori e medici afferenti a diverse istituzioni italiane: Ospedale Moscati di Taranto (Dott.ssa C. Cafiero e Professor S. Pisconti), Pineta grande Hospital di Caserta (Dottor F. Rosapepe, Dott.ssa M.P. Ottaiano, Dottor G. Benincasa, Dott.ssa R. Perone, Dott.ssa E. Varriale), Università Cattolica (Dottor G. D'Amato e Dott.ssa A. Re), IRCCS-Fondazione Bietti (Dott.ssa A. Micera e Dottor A. Cacciamani) e Università di Bari (Professor R. Palmirotta).

Lo studio si basa sull’individuazione di alcuni polimorfismi noti nei geni coinvolti nel sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone (RAAS), coinvolto nel danno polmonare e nel declino funzionale degli organi principali nei pazienti COVID-19. In questo studio pilota, i sei polimorfismi genici, Ace1 (enzima di conversione dell'Angiotensina 1), Ace2 (enzima di conversione dell'Angiotensina 2), Agt (Angiotensinogeno) e Agtr1 (recettori del recettore dell'Angiotensina II di tipo 1), sono stati individuati in pazienti sintomatici COVID-19 (con compromissione respiratoria, obesità, ipertensione, diabete e congiuntivite). Le varianti geniche per Ace2, Ace11 e Agt potrebbero rappresentare un eccellente mezzo di previsione dell’esito clinico nei pazienti sintomatici e di indirizzamento nell’intervento terapeutico in pazienti non ancora gravemente sintomatici. I dati di questo studio supportano l’ipotesi che l'analisi dei polimorfismi genici per RAAS potrebbe essere considerata il punto chiave nella comprensione e nella previsione dell'infezione da SARS-CoV-2.

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31 Maggio 2021