Presso l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti di Roma è in corso il primo e unico protocollo di ricerca in Italia per lo studio della microscopia retinica in vivo con l’impiego dell’Oftalmoscopia ad Ottica Adattiva. 

Che cos’è l’Ottica Adattiva

L’Ottica Adattiva (OA) è una tecnica in grado di correggere le aberrazioni di un sistema ottico, siano esse di basso ordine (defocus ed astigmatismo) che di alto ordine (“astigmatismo irregolare”). 

L’OA è stata sviluppata in astronomia per rimuovere lo sfuocamento indotto dalle turbolenze atmosferiche sulle immagini delle stelle e dei pianeti riprese dai telescopi terrestri. 

La storia dell’OA in Oftalmologia è abbastanza recente: il primo prototipo di oftalmoscopia ad OA è stato progettato all’Università di Rochester (USA) nel 1996, dimostrando la potenzialità di tale tecnica nel fornire immagini, in tempo reale, della retina umana ad altissima risoluzione.

 

Benefici dell’Ottica Adattiva in Oftalmologia 

Le aberrazioni ottiche rappresentano la causa principale di sfuocamento visivo nell’occhio umano. A causa delle aberrazioni ottiche la visione dell'occhio umano non è perfetta e d’altra parte le immagini del fondo oculare non sono nitide. L’oftalmoscopia ad Ottica Adattiva, grazie alla correzione delle aberrazioni ottiche oculari, è in grado di migliorare la qualità delle immagini della retina fino ad una risoluzione laterale di 2 micron (1 micron=0.001 millimetri). La risoluzione dello strumento è tale da consentire l’osservazione delle singole cellule retiniche in vivo come mostrato in figura 1.

fotorecettori retinici

Figura 1 – Strato dei fotorecettori retinici in giovane adulto fotografato con l’Oftalmoscopia ad Ottica Adattiva

 

Ad oggi, la diagnosi precoce ed il trattamento dei disturbi retinici sono stati ostacolati dall’impossibilità di visualizzare le strutture microscopiche nell’occhio umano vivente. In molti casi, la patologia retinica è rilevata solo dopo la comparsa di danni retinici significativi ed irreversibili. Gli attuali sistemi di visualizzazione della retina, quali l’angiografia a fluorescenza (FAG), la tomografia a coerenza ottica (OCT) o l’ecografia oculare, utilizzano le ottiche oculari come obiettivi ultimi per la messa a fuoco. Così come abbiamo esposto in precedenza, le aberrazioni ottiche riducono grandemente la risoluzione delle immagini retiniche acquisibili con le attuali metodiche di imaging dell’occhio. Con l’Ottica Adattiva è possibile ottenere una risoluzione laterale di 2 um, tale da poter visualizzare le singole cellule retiniche (Figura 1). 

Nel prossimo futuro, l’oftalmoscopia ad Ottica Adattiva potrà avere un grande impatto nella diagnosi e nel trattamento precoce di numerose patologie della retina e del nervo ottico. La possibilità di osservare le singole cellule retiniche potrà consentire una diagnosi pre-clinica delle patologie maculari o delle fibre nervose. Dal punto di vista prettamente scientifico, la tecnologia dell’Ottica Adattiva potrà fornire conoscenze significative dell’anatomia e della fisiologia della retina umana vivente. 

Presso l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti è in corso il primo protocollo di ricerca sull’Oftalmoscopia ad Ottica Adattiva in Italia per l’analisi della microscopia retinica in adulti normali o sofferenti di patologie dell’area maculare. Per ulteriori informazioni puoi contattare la Segreteria Sanitaria.