Mario Stirpe, presidente della Fondazione Bietti, ricorda il contributo fondamentale del politico e amico Franco Marini all'oftalmologia e alla ricerca del nostro Paese: "Franco ci ha lasciato, si ricongiunge alla moglie Luisa da lui tanto amata. Lo accompagna nel suo viaggio il nostro costante affettuoso riconoscente ricordo"

Nel 1993 veniva modificata una legge che da oltre 15 anni vietava in Italia la chirurgia del trapianto di cornea. Questo aggiornamento, fondamentale per l’oftalmologia italiana, è stato portato a termine con l’attiva partecipazione dell’allora Ministro del Lavoro Franco Marini. Il bilancio di quanto è stato da allora realizzato grazie alla liberalizzazione dell’innesto di cornea ha portato nel settembre 2016 l’IRCCS Fondazione Bietti ad attribuire a Franco Marini la Medaglia d’Oro al riconoscimento.

Ho incontrato Franco Marini per la prima volta quando decisi di riorganizzare il mio lavoro in Italia dopo una esperienza entusiasmante negli Stati Uniti dove avevamo varato una nuova chirurgia della retina. Franco Marini, segretario generale sindacale, mi aveva appunto avvicinato per un problema di famiglia che lo aveva molto preoccupato. Il mio lavoro portava ad interessarmi dei casi più disperati ed avevo conosciuto come spesso la sfortuna si accanisce su le stesse persone con diverse facce. Molti malati mi raccontavano che non avevano una casa e che erano privi di qualsiasi sussidio. Chiamavo spesso Franco che in qualche modo riusciva sempre ad aiutarli.

Quando Franco Marini si presentò alle elezioni il collegio assegnatogli fu quello di Roma. Non stimavo particolarmente i suoi contendenti di lista e cosi fu la prima volta che mi cimentai come sostenitore di un personaggio politico. Franco Marini risultò il primo eletto. In quegli anni le Regioni e leggi improprie stavano creando diverse disfunzioni nel campo della sanità. Nel nostro campo la più evidente era quella del trapianto di cornea. L’innesto corneale era stato impropriamente incluso nella legge generale dei trapianti pur presentando problematiche assolutamente diverse dal trapianto d’organo.

I miei interessi erano rivolti principalmente allo studio della retina; nonostante questo Giovanni Rama, un medico straordinario che aveva costituito nel Veneto la prima banca degli occhi, resa tuttavia inattiva dalla legge, venne a trovarmi convinto che io avrei potuto aiutarlo. Era il 1992 e lui intuiva che se non fosse riuscito nel suo intento le cose si sarebbero fermate per anni.

Parlai con Franco Marini allora Ministro del Lavoro. Egli si attivo subito provocando una audizione alla Camera. Nel corso dell’audizione mi resi conto che la breccia era aperta. Chiesi allora a Franco Marini un aiuto ulteriore ed egli mi accompagnò ad illustrare le nostre richieste alle diverse commissioni Parlamentari.

In quindici giorni fu varata una legge, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel 1993 , dopo quindici anni dal divieto di usare una terapia praticata in ogni parte del mondo.

Oggi Franco ci ha lasciato, si ricongiunge alla moglie Luisa da lui tanto amata. Lo accompagna nel suo viaggio il nostro costante affettuoso riconoscente ricordo

9 Febbraio 2021