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Vista sfocata e costi chiari

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Il peso della presbiopia sulla società di oggi

La presbiopia, disturbo visivo fisiologico legato all’età, è sempre più diffusa e impattante, soprattutto nell’era digitale.
L’Osservatorio Vista della Fondazione OneSight EssilorLuxottica, in collaborazione con la Fondazione Bietti e il Censis, ha acceso i riflettori su una condizione spesso sottovalutata, ma che incide profondamente sulla qualità della vita e sul bilancio delle famiglie italiane.

Una sfida sanitaria sottovalutata
Con l’invecchiamento della popolazione, la presbiopia si afferma come una delle problematiche visive più comuni dopo i 45-50 anni. Attività quotidiane come leggere, usare lo smartphone o riconoscere dettagli da vicino diventano progressivamente più difficili. Sebbene sia considerata una condizione fisiologica, i suoi effetti non sono affatto trascurabili.

Occhiali sì, ma non bastano
Il 95,9% dei presbiti utilizza strumenti correttivi, con una netta prevalenza degli occhiali da vista (78,5%). Tuttavia, il disagio visivo persiste: il 72,3% riferisce difficoltà nella visione da vicino, con il 2,4% che segnala problemi gravi. Molti utilizzano gli occhiali solo quando necessario: il 45,4% li indossa in modo occasionale, mentre il 54,6% li porta in modo continuativo.

Un impatto economico rilevante
La cura della vista rappresenta un peso crescente per le famiglie. Il 70,1% dei presbiti si affida alla sanità privata per le visite oculistiche, e il 47,6% ha speso almeno 300 euro nell’ultimo anno. In un quarto dei casi, queste spese sono state sostenute attingendo ai risparmi o con aiuti esterni. Anche gli occhiali comportano costi significativi: le lenti personalizzate, spesso necessarie, non sono accessibili a tutti, spingendo molti verso soluzioni economiche come gli occhiali premontati, che però offrono prestazioni inferiori.

Vita quotidiana e digitale a rischio
La presbiopia incide anche sulla vita sociale e lavorativa. Il 54,6% ha difficoltà a leggere testi stampati, mentre il 51,7% fatica a svolgere attività manuali come cucire, cucinare o utilizzare strumenti. Nell’era digitale, il problema si amplifica: il 62,9% è costretto a ingrandire i caratteri sugli schermi, il 57,8% ha difficoltà a leggere sullo smartphone e il 56,3% lamenta fastidi nell’uso di PC o laptop.

29 Agosto 2025

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