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Lo stretto legame tra vista e diabete

Lo stretto legame tra vista e diabete

La correlazione tra una delle patologie croniche più diffuse e le sue complicanze a danno degli occhi: come prevenire, come diagnosticare e come curare la retinopatia diabetica. Le raccomandazioni della Fondazione Bietti in occasione del World Diabetes Day

Il 14 Novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, una delle malattie croniche più diffuse e in costante aumento.

Secondo l’ISTAT, infatti, in Italia sono 3,2 milioni le persone che ne soffrono, 1 milione non sa di averlo sviluppato e 4 milioni rischiano di sviluppare la malattia entro pochi anni.

Il diabete ha una stretta connessione con la salute della vista: la complicanza più frequente nei pazienti con diabete – e la più importante causa di cecità legale tra i giovani adulti nei paesi industrializzati – è la retinopatia diabetica.

“Dati edipemiologici affermano che circa il 30% della popolazione diabetica è affetto da retinopaia diabetica. Considerato che in Italia il 3-4% della popolazione ha il diabete, si può capire come questa patologia sia importante – spiega la dott.ssa Monica Varano, direttore scientifico dell’IRCCS Fondazione Bietti –; esistono due tipi di complicanze severe: la prima è la retinopatia diabetica proliferante che è una patologia che colpisce la retina periferica. L’altra complicanza è quella che colpisce la macula che è la porzione più importante della retina, quella deputata alla visione distinta.” precisa la direttrice della Fondazione.

“Nelle fasi più acute della malattia si può sviluppare anche il cosiddetto edema maculare che porta all’accumulo di liquido nella zona centrale delle retina, la macula, appunto” aggiunge Maria Cristiana Parravano, responsabile dell’Unità di Ricerca Retina Medica e Chirurgica dell’IRCCS G.B. Bietti.

La buona notizia è che la retinopatia diabetica si può curare, ma “la diagnosi precoce fa la differenza. È fondamentale che il paziente diabetico vada dall’oculista e si sottoponga a screening” raccomanda la dott.ssa Varano.

“La retinopatia diabetica può essere diagnosticata anche in assenza completa di sintomatologia. Quindi, uno screening frequente – parliamo di una volta ogni sei mesi – delle complicanze oculari, con una visita oculistica che prevede la valutazione del fondo dell’occhio permette di individuare la presenza dei primi segni della malattia. L’esame dall’oculista rientra in un percorso di controllo plurispecialistico che il paziente diabetico è chiamato a compiere.” agginge la dott.ssa Parravano.

Arrivare precocemente, dunque, è la strategia migliore e chi soffre di diabete deve essere a conoscenza di tutte le possibili complicanze della malattia cronica del quale è affetto, comprese quelle che riguardano la vista: “Con il controllo glico-metabolico, il controllo della pressione del sangue, il controllo dell’assetto lipidico, insieme al contributo dell’individuazione dei segni di retinopatia da parte dell’oculista si può fare un buon lavoro di prevenzione” aggiunge la ricercatrice della Fondazione Bietti.

Per quanto riguarda i trattamenti della retinopatia esistono la terapia laser e  quella intravitreale. Anche se non si ha la possibilità di guarire totalmente la patologia – motivo per il quale la prevenzione è l’arma migliore – i trattamenti intravitreali (farmaci anti VEGF) hanno migliorato l’approccio nella gestione della retinopatia (fino a 15 anni fa non esistevano); il limite di queste iniezioni è quello della durata di efficacia contro la malattia: sono trattamenti che devono essere ripetuti più volte, anche nel corso dello stesso anno.

Tuttavia “la ricerca sta tentando di favorire farmaci che possano avere una durata maggiore, in modo da stressare meno, sia il Sistema Sanitario che il paziente stesso – conclude la dottoressa Parravano.

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14 Novembre 2022
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