Skip to content

Occhio secco

La sindrome dell'occhio secco viene definita come una malattia multifattoriale della superficie oculare caratterizzata dalla perdita dell'omeostasi del film lacrimale, accompagnata da sintomi oculari.

Secondo la definizione di sindrome dell'occhio secco (Dry Eye Disease, DED) giocano un ruolo eziologico l'instabilità del film lacrimale, l'iperosmolarità, l'infiammazione della superficie oculare e il danno neurosensoriale. Le donne sono più frequentemente affette da occhio secco per fattori ormonali, motivo per il quale può essere associato a dismenorrea e menopausa. Allergia e uso cronico di lenti a contatto favoriscono l'insorgenza di occhio secco.

I pazienti lamentano secchezza oculare, bruciore, iperlacrimazione, sensazione di corpo estraneo, prurito e rossore. Spesso i sintomi visivi sono fotofobia, annebbiamento visivo fino ad un calo visivo quando è presente un coinvolgimento corneale.

L'esame clinico dell'occhio secco prevede la valutazione delle palpebre e delle ghiandole di Meibomio per eslcudere eventuale blefarite/meibonite e l'uso di coloranti vitali, come la fluoresceina e il verde di lissamina, per valutare i danni sull'epitelio corneale e la congiuntiva bulbare. Mediante l'uso della fluoresceina possiamo anche effettuare il BUT (break up time), cioè la misurazione del tempo di rottura del film lacrimale dopo ammiccamento. Un altro test importante nella diagnosi e monitoraggio dell'occhio secco è il test di Schirmer, cioè la valutazione della quantità di lacirme prodotta mediante l'uso di carta bibula millimetrata. Altri test, come lo studio dell'osmolarità del film lacrimale, vengono utilizzati prevalemente a scopo di ricerca.

La terapia consiste prevalentemente nell'uso di sosituti lacrimali in forma di collirio o gel. In considerazione della compontente infiammazione, possono essere necessari trattamenti ciclici con corticosteroidi topici. Qualora questi ultimi non siano sufficienti a bloccare l'infiammazione sulla superficie oculare, può essere necessario l'uso di immmunomodulatori topici, cioè la ciclosporina in collirio. L'applicazione nei puntini lacrimali di punctum plugs, cioè di piccoli tappi in silicone che hanno lo scopo di bloccare il deflusso lacrimale, provocando un'aumento della permanenza di queste sulla superficie oculare, è controversa.

VMX-10-24_SQV: Studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco per valutare l'efficacia e la sicurezza del collirio VMX per il trattamento della sindrome dell'occhio secco (DED)

Partecipa agli studi clinici della Fondazione Bietti.

La tua adesione può contribuire in modo concreto allo sviluppo della ricerca e al miglioramento delle conoscenze scientifiche in ambito oftalmologico.

Compila con attenzione il form in tutti i suoi campi, selezionando l’Unità di Ricerca e lo studio di tuo interesse. In questo modo potremo indirizzare correttamente la tua richiesta e avviare il percorso di valutazione.

Una volta inviata la candidatura, il nostro team ti contatterà per verificare i requisiti necessari e fornirti tutte le informazioni utili sullo studio selezionato, sulle modalità di partecipazione e sui passaggi successivi.

Nome *
Cognome *
Email *
Telefono *
Patologia *
Seleziona un'Unità di Ricerca *
Seleziona un unità di ricerca e poi scegli lo studio clinico
Studi clinici disponibili
per l'UR GLAUCOMA
Studi clinici disponibili
per l'UR SEGMENTO ANTERIORE ED ANNESSI OCULARI
Studi clinici disponibili
per l'UR RETINA MEDICA
Studi clinici disponibili
per l'UR RETINA CHIRUGICA
Studi clinici disponibili
per l'UR NEUROFISIOLOGIA DELLA VISIONE E NEUROFTALMOLOGIA
Carica allegato
Maximum file size: 2 MB
Privacy

Salta al contenuto