Racchette Senza Barriere: sport, ricerca e condivisione in campo

Sport, ricerca e partecipazione sono stati i protagonisti di Racchette Senza Barriere, la due giorni dedicata al blind tennis che si è svolta il 19 e 20 settembre presso il New Country Club di Frascati.
Un’iniziativa che ha visto la partecipazione dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia, in qualità di partner scientifico, dell’evento promosso ed organizzato dall’ avv. Valter Di Nino, Presidente di APS CRAL ANAC affiancando all’esperienza sportiva un percorso di osservazione e studio finalizzato allo sviluppo di nuovi strumenti a supporto delle persone con disabilità visiva.
Sono intervenuti ed hanno patrocinato l’evento anche i rappresentanti della Regione Lazio per le politiche regionali in materia di sport, salute e inclusione , l’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità, Sport e Salute S.p.A e il Comitato Italiano Paralimpico Regione Lazio e della FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi).
Il progetto ha trasformato il campo da gioco in uno spazio di incontro tra persone con e senza deficit visivi, favorendo la conoscenza reciproca attraverso match di tennis.
Al centro della manifestazione, infatti, il blind tennis, disciplina che adatta il tennis tradizionale alle esigenze delle persone con ridotta capacità visiva grazie all’utilizzo di una pallina sonora e a regole specifiche che consentono di praticare questa disciplina.
L’aspetto più innovativo dell’evento è stato il torneo di doppio integrato: per la prima volta, atleti ipovedenti e normovedenti hanno condiviso il campo in una competizione pensata per mettere tutti i partecipanti nelle stesse condizioni percettive. Grazie all’impiego di speciali occhiali che riproducono il deficit visivo dello sfidante, i giocatori normovedenti hanno potuto vivere la stessa esperienza visiva dei compagni di gioco, dando vita a un’esperienza altamente immersiva e di grande valore umano e scientifico.
Un vero laboratorio vivente, nel quale ogni scambio, ogni movimento e ogni colpo di racchetta hanno rappresentato un’opportunità di osservazione per i ricercatori della Fondazione IRCCS G.B. Bietti, impegnati nello sviluppo di innovazioni e metodologie sempre più efficaci per migliorare la qualità della vita delle persone ipovedenti.
A rendere unica la manifestazione è stata anche l’atmosfera di autentica condivisione che ha caratterizzato l’intero evento. Sul campo sono state abbattute le distanze tra chi convive quotidianamente con una disabilità visiva e chi ne ha sperimentato direttamente gli effetti attraverso i simulatori di ipovisione. Ne è nato uno spazio di confronto spontaneo, partecipazione e collaborazione, dove lo sport è diventato uno strumento concreto di conoscenza reciproca.
Un’esperienza in cui la ricerca scientifica esce dai laboratori per incontrare le persone e misurarsi con la realtà quotidiana, trasformando ogni gesto sportivo in una preziosa occasione di studio e crescita condivisa.
La dott.ssa Angela Mastromatteo, direttrice sanitaria della Fondazione Bietti, sottolinea che l’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di ricerca condotto dalla Fondazione IRCCS G.B. Bietti, volto a individuare nuove strategie per favorire la partecipazione delle persone con disabilità visiva alle attività sportive e promuovere soluzioni innovative capaci di migliorare autonomia, accessibilità e benessere.
La direttrice sanitaria porge, inoltre, un ringraziamento speciale al dott. Valter di Nino per l’entusiasmo e l’impegno profuso nell’organizzazione dell’iniziativa e alla direttrice scientifica, dott.ssa Monica Varano, alla Prof.ssa Mariacristina Parravano, nonchè alle ricercatrici Dott.sse Eliana Costanzo, Carmela Carnevale, Carmen Dell’Aquila, Marta Giannotti ed Elisa Tronti per aver condiviso e partecipato al progetto.







