Settimana Mondiale del Glaucoma 2026: la Fondazione Bietti accende i riflettori sulla prevenzione

Dall’8 al 14 marzo 2026 si celebra la Settimana Mondiale del Glaucoma, iniziativa globale dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo. In questa occasione, la Fondazione G.B. Bietti richiama l’attenzione su una patologia che, ancora oggi, viene scoperta troppo spesso in ritardo.
Il glaucoma, infatti, è definito il “ladro silenzioso della vista”: nelle fasi iniziali non provoca dolore né disturbi evidenti e la perdita visiva inizia dalla periferia del campo visivo, quindi in un’area che il paziente non percepisce. Per questo, sottolinea il dott. Francesco Oddone, responsabile dell’Unità Operativa Glaucoma della Fondazione Bietti, «aspettare i sintomi significa spesso arrivare tardi: cercarlo attivamente può fare la differenza».
I numeri confermano l’urgenza: nel mondo oltre 80 milioni di persone convivono con il glaucoma, e almeno la metà dei pazienti italiani non sa di averlo, proprio perché la malattia non dà segnali nelle fasi iniziali. Nuove analisi epidemiologiche indicano inoltre che la prevalenza potrebbe essere stata sottostimata fino al 50%, portando a rivedere l’impatto reale della patologia sulla popolazione adulta.
«Il dato più preoccupante», spiega Oddone, «è l’elevata quota di casi non diagnosticati. Anche nei sistemi sanitari più avanzati molte persone arrivano alla visita quando il danno è già presente».
Un danno, quello al nervo ottico, che purtroppo è irreversibile. Tuttavia, quando la malattia viene intercettata in tempo, le attuali terapie – farmacologiche, laser e chirurgiche – permettono di rallentare significativamente la progressione e preservare una buona qualità della vita.
Per questo la prevenzione resta l’arma decisiva: un primo controllo mirato è consigliato intorno ai 40 anni, e anche prima in presenza di fattori di rischio come familiarità, miopia elevata, diabete o ipertensione. Non si tratta di misurare solo la vista, ma di esaminare pressione oculare, nervo ottico e parametri strutturali che consentono di individuare segni precoci di sofferenza.
Un ruolo cruciale, aggiunge lo specialista, può essere svolto dal territorio: «Nel glaucoma il problema non è solo curare, ma intercettare. Una patologia silenziosa si scopre nei percorsi di prevenzione quotidiana». Una migliore integrazione tra medicina generale, servizi di prossimità e centri specialistici come l’IRCCS Fondazione Bietti è fondamentale per ridurre diagnosi tardive e ritardi nell’accesso alle cure.







