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La lunga prognosi della Cheratocongiuntivite da adenovirus

FondaioneBietti_cheratocongiuntivite

Un virus da non sottovalutare: dall’analisi dei sintomi alla cura, l’approccio della Fondazione Bietti

Sono molti i virus che possono infettare la cornea. Tra i più significativi figurano gli Adenovirus che, spiega il dott. Domenico Schiano Lomoriello Responsabile dell’Unità Operativa Segmento Anteriore della Fondazione Bietti, provocano una Cheratocongiuntivite prolungata capace non solo di creare fastidio al paziente ma, anche di provocare infiltrazioni recidivanti dello stroma corneale.

Quali sono i sintomi di questa infezione?

Sintomi comuni sono arrossamento e secrezioni palpebrali spesso molto pronunciate. Tali secrezioni spesso si organizzano in una pseudomembrana al di sotto della palpebra. Uno ‘strato’ di materiale che necessita di essere manualmente rimosso dall’oculista. Inoltre, a causa di un peculiare trofismo per il sistema linfatico, la  cheratocongiuntivite da adenovirus può portare anche ad un risentimento dei linfonodi nel collo.

Nel complesso si tratta di una condizione molto fastidiosa per il paziente che in genere dura alcune settimane ma le cui conseguenze a volte possono persistere per anni.

Come avviene il contagio?

In maniera non dissimile dal Coronavirus responsabile dell’attuale pandemia: si viene contagiati da persone affette, sia sintomatiche che non, e attraverso il contatto con secrezioni o gocce in aerosol. Data la contagiosità degli adenovirus si assiste, non di rado, a epidemie di cherotocongiuntiviti.

Come viene trattata alla Fondazione Bietti?

La terapia standard consiste nell’impiego di colliri disinfettanti, antinfiammatori cortisonici e antibiotici di copertura.

Quale è la prognosi?

La prognosi è generalmente buona, tuttavia il problema è che in una parte dei casi alla guarigione della cheratocongiuntivite  può seguire una cheratite per la comparsa di infiltrati infiammatori nello stroma corneale. Questi infiltrati non derivano dall’azione del virus, ma dalla reazione immunitaria dell’organismo. È una complicazione fastidiosa perché gli infiltrati, data la loro particolare morfologia, possono indurre una diminuzione della vista influenzando sia la trasparenza che la curvatura della cornea.

Come viene trattata questa complicazione?

Gli infiltrati tendono ad essere refrattari alla terapia e recidivanti negli anni. Proprio per quest’ultima caratteristica non in tutti i Paesi europei si decide di curarli. In Italia lo facciamo ed il trattamento prevede la somministrazione prolungata di cortisonici di superficie; una terapia farmacologica che viene condotta scegliendo con cautela farmaci a basso grado di penetrazione per evitare ulteriori complicazioni nella camera anteriore dell’occhio. Se gli infiltrati sono particolarmente diffusi e gravi si possono rimuovere tramite l’utilizzo del laser in un intervento chiamato fotocheratectomia terapeutica o impiegando dei farmaci immunosoppressori come la ciclosporina in collirio.

3 Marzo 2022

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