CASE REPORTS 2026

Torna l’appuntamento annuale con Case Reports – La Gestione dei Casi Complessi, che l’11 aprile 2026 riunirà all’UniCamillus di Roma la comunità clinica e scientifica dell’IRCCS Fondazione Bietti, oltre ad altri numerosi esperti, per una giornata interamente dedicata ai casi più sfidanti della pratica oftalmologica. Un’edizione che si costruisce, ancora una volta, attorno alla complessità reale: quella che non nasce nei protocolli, ma negli ambulatori, nelle sale operatorie, negli “imprevisti” che costringono a ripensare diagnosi e interventi.

Il programma 2026 conferma, dunque, l’impostazione che distingue questo evento: la presentazione e discussione collegiale di casi reali, selezionati per mettere in evidenza passaggi diagnostici delicati, criticità terapeutiche e scenari clinici che impongono un ragionamento oltre l’ordinario. Alcuni dei titoli previsti restituiscono subito lo spirito della giornata: “Ustione corneale: e ora che faccio?”“Un’insolita chiusura d’angolo”“Fenotipo chiaro, genotipo oscuro”“Distacco di retina boloso e misterioso”, fino a situazioni dalle dinamiche imprevedibili come “Uomo ragno vs Zonula di Zinn”. Casi che portano a confrontarsi con la variabilità estrema della pratica clinica e con la necessità di mantenere sempre attivo il pensiero critico.

L’obiettivo rimane quello di offrire un ambiente formativo concreto, fondato sulla condivisione dell’esperienza clinica e sulla capacità di riconoscere le zone grigie della disciplina. Un’occasione per aggiornare competenze, confrontarsi con approcci diversi e approfondire le strategie di gestione delle condizioni più delicate e atipiche dell’apparato visivo.

L’evento è accreditato ECM per Medici Chirurghi specialisti in Oftalmologia, Ortottisti/Assistenti di Oftalmologia e Infermieri; i crediti saranno assegnati ai partecipanti secondo le modalità previste dal provider, con obbligo di presenza documentata e compilazione del materiale formativo.

Per informazioni, programma completo e iscrizioni, è disponibile la pagina ufficiale dell’evento sul sito di Formazione ed Eventi Srl:
https://formazionedeventisrl.it/eventi-e-formazione/eventi/eventi-ECM-lista/casereports_2026.html

L’IRCCS Fondazione Bietti ai lavori del Congresso SIR 2026

A Venezia dal 19 al 21 Febbraio 2026 si è svolto il Congresso Nazionale SIR– Società Italiana della Retina che ha visto la partecipazione degli esperti dell’IRCCS-Fondazione Bietti con contributi su ricerca clinica, imaging avanzato, terapie innovative e chirurgia vitreoretinica.

La Prof.ssa Mariacristina Parravano, Presidente SIR e Responsabile UR Retina Medica e Responsabile UOS Retina medica, uveiti, ipovisione e riabilitazione visiva, ha inaugurato i lavori congressuali portando i saluti del Prof. Mario Stirpe, Presidente della Fondazione Bietti e socio fondatore SIR, sottolineando il ruolo della Società come “spazio autorevole di confronto, luogo di condivisione delle esperienze, un laboratorio di idee capace di stimolare il pensiero critico e promuovere una ricerca indipendente, rigorosa e di qualità”.

La Prof.ssa Mariacristina Parravano, ha presentato i risultati di uno studio pilota sull’uso del laser sottosoglia micropulsato per l’edema maculare nelle distrofie retiniche ereditarie. Il lavoro ha puntato a definire il ruolo del laser sottosoglia come opzione terapeutica mirata, integrando valutazioni strutturali e funzionali per il management clinico dell’edema maculare in condizioni genetiche rare.

Nel campo della chirurgia vitreoretinica, il Dott. Tommaso Rossi (Direttore della Unità Operativa Struttura Complessa di Oftalmologia) ha proposto un contributo focalizzato sulla relazione tra frequenza di taglio del vitrectomo e dimensione dei frammenti vitreali.

Gli interventi presentati nell’ambito dell’imaging avanzato e dell’intelligenza artificiale hanno incluso il contributo della Dott.ssa Giulia Midena (Ricercatrice UOS Oncologia Oculare), che ha illustrato una ricerca sull’analisi automatizzata dei biomarcatori OCT nell’edema maculare da radiazioni, e quello della Dott.ssa Eliana Costanzo (Ricercatrice UOS Retina Medica), che ha presentato la valutazione topografica delle neovascolarizzazioni nella retinopatia diabetica proliferante sottolineando il ruolo dell’ imaging multimodale per un corretto inquadramento fisiopatologico. Il Dott. Daniele De Geronimo (Ricercatore UOS Retina Medica), ha presentato un nuovo sistema di staging ed interpretazione della flogosi retinica nelle uveiti confrontando differenti tecniche fluorangiografiche.

Il congresso ha ospitato il Professor Adnan Tufail per la Brancato Lecture, con una lettura sull’impiego dell’intelligenza artificiale nello screening della retinopatia diabetica, tema che rappresenta una delle frontiere più promettenti per la sanità pubblica e per l’accesso precoce alle cure.

TG5 – Dott. Oddone: “Il Glaucoma non è una malattia da aspettare, ma da andare a cercare”

In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, IAPB Italia Onlus rilancia una campagna di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce di questa patologia silenziosa ma tra le principali cause di cecità irreversibile.

Il TG5 ha dedicato un servizio nell’edizione del 13 marzo, approfondendo il tema e dando voce agli esperti. Tra questi, è stato intervistato il dott. Francesco Oddone, Responsabile dell’Unità Operativa Glaucoma dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, che ha sottolineato l’importanza dei controlli periodici e del ruolo della ricerca nel contrasto alla malattia.

Qui il link alla puntata completa, con il servizio a partire dal minuto 34.

Settimana Mondiale del Glaucoma 2026: la Fondazione Bietti accende i riflettori sulla prevenzione

Dall’8 al 14 marzo 2026 si celebra la Settimana Mondiale del Glaucoma, iniziativa globale dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo. In questa occasione, la Fondazione G.B. Bietti richiama l’attenzione su una patologia che, ancora oggi, viene scoperta troppo spesso in ritardo.

Il glaucoma, infatti, è definito il “ladro silenzioso della vista”: nelle fasi iniziali non provoca dolore né disturbi evidenti e la perdita visiva inizia dalla periferia del campo visivo, quindi in un’area che il paziente non percepisce. Per questo, sottolinea il dott. Francesco Oddone, responsabile dell’Unità Operativa Glaucoma della Fondazione Bietti, «aspettare i sintomi significa spesso arrivare tardi: cercarlo attivamente può fare la differenza».

I numeri confermano l’urgenza: nel mondo oltre 80 milioni di persone convivono con il glaucoma, e almeno la metà dei pazienti italiani non sa di averlo, proprio perché la malattia non dà segnali nelle fasi iniziali. Nuove analisi epidemiologiche indicano inoltre che la prevalenza potrebbe essere stata sottostimata fino al 50%, portando a rivedere l’impatto reale della patologia sulla popolazione adulta.

«Il dato più preoccupante», spiega Oddone, «è l’elevata quota di casi non diagnosticati. Anche nei sistemi sanitari più avanzati molte persone arrivano alla visita quando il danno è già presente».

Un danno, quello al nervo ottico, che purtroppo è irreversibile. Tuttavia, quando la malattia viene intercettata in tempo, le attuali terapie – farmacologiche, laser e chirurgiche – permettono di rallentare significativamente la progressione e preservare una buona qualità della vita.

Per questo la prevenzione resta l’arma decisiva: un primo controllo mirato è consigliato intorno ai 40 anni, e anche prima in presenza di fattori di rischio come familiarità, miopia elevata, diabete o ipertensione. Non si tratta di misurare solo la vista, ma di esaminare pressione oculare, nervo ottico e parametri strutturali che consentono di individuare segni precoci di sofferenza.

Un ruolo cruciale, aggiunge lo specialista, può essere svolto dal territorio: «Nel glaucoma il problema non è solo curare, ma intercettare. Una patologia silenziosa si scopre nei percorsi di prevenzione quotidiana». Una migliore integrazione tra medicina generale, servizi di prossimità e centri specialistici come l’IRCCS Fondazione Bietti è fondamentale per ridurre diagnosi tardive e ritardi nell’accesso alle cure.

Leggi l‘intervista completa al dott. Francesco Oddone.

IRCCS Fondazione Bietti: la nostra lotta alle malattie rare

“Molto più di quanto immagini” è il claim della Giornata Mondiale delle Malattie Rare 2026, che si celebra il 28 febbraio. È il messaggio scelto da EURORDIS a livello internazionale e da UNIAMO in Italia nell’ambito della campagna #UNIAMOleforze, che richiama l’attenzione sulla complessità spesso invisibile delle condizioni rare e sulla necessità di continuare a investire in ricerca, diagnosi tempestive e percorsi assistenziali adeguati.

Le persone che convivono con una malattia rara sono oltre 300 milioni nel mondo, circa 30 milioni in Europa e più di 2 milioni in Italia: numeri che dimostrano come, nella loro totalità, queste patologie siano tutt’altro che marginali e rappresentino una sfida sanitaria e sociale globale.

Secondo la rete europea ERN‑EYE, le malattie rare che colpiscono la vista sono più di 900 e possono interessare retina, cornea e segmento anteriore, cristallino, nervo ottico, muscoli extraoculari e palpebre.

Da anni, il Centro Clinico e di Ricerca in Neuroftalmologia, Malattie Genetiche e Rare (NEUGER) dell’IRCCS Fondazione Bietti, tra i principali centri italiani dedicati alla ricerca e alla clinica in ambito oftalmologico, diretto dal Prof. Vincenzo Parisi, ha in carico pazienti affetti da patologie rare del sistema visivo o da patologie sistemiche rare con coinvolgimento del sistema visivo. In entrambi i casi, si tratta di condizioni associate a gravi deficit visivi.

Spesso dovute ad anomalie genetiche e con esordio nel 70% dei casi in età giovanile, queste patologie hanno un andamento cronico, progressivo e invalidante, con un impatto che si estende alla vita familiare, lavorativa e sociale.

Nel 2025, il Centro NEUGER ha preso in carico oltre 1.800 pazienti affetti da patologie rare. In quanto IRCCS, la Fondazione integra attività clinica e ricerca traslazionale, sia in ambito diagnostico sia terapeutico.

Ad oggi, solo per circa il 5% delle malattie rare esiste almeno un trattamento approvato. Nella maggior parte dei casi non si tratta di cure risolutive e molte patologie restano prive di un’opzione terapeutica specifica.

Questa realtà rende ancora più urgente investire nella ricerca. Per questo, presso l’IRCCS Fondazione Bietti, sono stati realizzati importanti progetti per identificare nuove mutazioni genetiche e allo stesso tempo validare innovative metodologie diagnostiche atte ad identificare in maniera selettiva le disfunzioni dei vari elementi che formano le vie ottiche dai fotorecettori retinici alla corteccia cerebrale.

Presso il Centro NEUGER vengono adottati percorsi diagnostico-terapeutici basati sull’evidenza scientifica. Grazie a questo, la Fondazione Bietti è oggi in grado di offrire le più innovative metodologie diagnostiche, approcci terapeutici mirati, percorsi riabilitativi e strumenti di supporto che possano migliorare la qualità della vita affetti da patologie rare con coinvolgimento del sistema visivo.

Nella foto l’appartato Espion system (Diagnosys UK, Ltd.; Histon, Cambridge, UK), attualmente unico al mondo, che viene utilizzato nel Centro NEUGER per l’identificazione di eventuali processi neurodegenerativi che possono colpire delle cellule nervose retiniche nelle eredo-distrofie.

L’IRCCS Fondazione Bietti al Congresso SIUMIO 2026

Interventi e contributi scientifici su uveiti, retina, cornea, neuroftalmologia e terapie innovative all’appuntamento annuale della Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari

La Fondazione Bietti ha partecipato al 19º Congresso Nazionale della SIUMIO, la Società Italiana Uveiti e Malattie Infiammatorie Oculari, che si è svolto a Roma il 6 e 7 febbraio 2026 presso l’Auditorium della Tecnica, un appuntamento che riunisce clinici e ricercatori impegnati nello studio e nella gestione delle patologie infiammatorie oculari.

L’edizione di quest’anno ha offerto un programma ricco di sessioni cliniche, casi complessi e approfondimenti diagnostici e terapeutici su superficie oculare, uveiti, imaging multimodale, terapie sistemiche e intravitreali, chirurgia avanzata e complicanze.

Il dottor Daniele De Geronimo, membro della Segreteria Scientifica SIUMIO 2026, ricercatore e responsabile dell’Ambulatorio Uveiti dell’IRCCS Fondazione Bietti, ha preso parte a due sessioni del Congresso.

Il primo intervento si è svolto nella sessione della Diagnostica nelle Uveiti, in cui De Geronimo ha descritto attraverso la presentazione di immagini e casi clinici i vantaggi offerti dall’angiografia ultrawide-field nella gestione dei pazienti affetti da uveite evidenziando anche le possibili variabili relativi ai differenti strumenti utilizzati nell’esecuzione di un esame angiografico.

Il secondo contributo è stato presentato nella sessione dedicata alle Nuove Terapie nelle Infiammazioni e Infezioni Oculari, dove è stato condotto un approfondimento sulle terapie sistemiche e intravitreali in corso e in via di sviluppo. In questa occasione De Geronimo ha esposto le prospettive legate all’utilizzo delle molecole più recenti in via di sperimentazione e agli approcci terapeutici in evoluzione nel trattamento delle patologie infiammatorie oculari non infettive.

La dottoressa Monica Varano, Direttore Scientifico della Fondazione, ha partecipato alla sessione dedicata alla terapia intravitreale nelle uveiti, offrendo una visione d’insieme sull’uso di steroidi, immunosoppressori e anti-VEGF nelle forme croniche e recidivanti. Il suo contributo ha evidenziato il ruolo sempre più importante delle terapie a rilascio prolungato nella gestione dell’infiammazione intraoculare persistente.

La professoressa Maria Cristina Parravano, Responsabile UR Retina Medica e Responsabile UOS Retina medica, uveiti, ipovisione e riabilitazione visiva, ha contribuito alle sessioni dedicate alla diagnostica e alla terapia delle uveiti, soffermandosi sull’imaging multimodale — tra cui OCT widefield e autofluorescenza — e sulle potenzialità delle nuove tecnologie diagnostiche nelle forme posteriori. Ha inoltre preso parte alla sessione sulle terapie intravitreali, analizzando le soluzioni farmacologiche a rilascio prolungato e i percorsi clinici nei casi più complessi.

Il professor Vincenzo Parisi, Responsabile UR Neurofisiologia della visione e neuroftalmologia e del Centro clinico e di Ricerca di Neuroftalmologia e Malattie genetiche rare, ha moderato la sessione dedicata alla neuroftalmologia, guidando un confronto multidisciplinare sulle neuriti ottiche tipiche, atipiche e infettive. Il dibattito, arricchito dalle sue competenze cliniche e di ricerca, ha messo in luce i percorsi diagnostici più aggiornati e le strategie terapeutiche emergenti.

Il dottor Domenico Schiano, Responsabile UR Segmento Anteriore con Annessi Oculari e Responsabile UOS Cornea, Cristallino e Oftalmoplastica, ha presentato un approfondimento sulla cheratoplastica “a caldo”, tecnica chirurgica utilizzata nei casi di cheratiti infettive particolarmente aggressive. La sua relazione ha illustrato indicazioni, modalità operative e gestione post-operatoria di una procedura che richiede elevata expertise clinica.

Il dottor Francesco Oddone, Responsabile dell’Unità di Ricerca Glaucoma e della UOS Glaucoma e integrazione ospedale-territorio, è intervenuto nella sessione dedicata alle nuove terapie nelle infiammazioni e infezioni oculari, analizzando l’evoluzione delle opzioni sistemiche e intravitreali. Ha evidenziato il ruolo delle strategie combinate nella gestione delle uveiti refrattarie, contribuendo a delineare scenari terapeutici sempre più mirati e personalizzati.

Gli interventi e le sessioni del Congresso sono state organizzate e coordinate da tutti i membri della segreteria scientifica ed in primis dal dottor Massimo Accorinti, presidente del congresso, presidente della SIUMIO e consulente per la Fondazione Bietti, che ne ha curato con attenzione la struttura scientifica, l’armonizzazione dei contenuti, garantendo qualità e alto profilo professionale all’intero evento.

Il Congresso SIUMIO 2026, accreditato ECM e rivolto a un pubblico multidisciplinare, ha confermato l’importanza dell’integrazione tra ricerca, clinica e innovazione nella gestione delle malattie infiammatorie oculari. La partecipazione della Fondazione Bietti ha ribadito il ruolo dell’Istituto come centro di riferimento nazionale, impegnato nello sviluppo di nuove soluzioni diagnostiche e terapeutiche e in una cura sempre più efficace e personalizzata per i pazienti.

La Fondazione G.B. Bietti si unisce al cordoglio della comunità scientifica per la scomparsa del Prof. José Cunha‑Vaz

La Fondazione IRCCS G.B. Bietti si unisce con profonda partecipazione al cordoglio espresso dalle principali società scientifiche nazionali e internazionali per la scomparsa del Prof. José Cunha‑Vaz, figura di riferimento assoluto dell’oftalmologia mondiale e maestro indiscusso della retinologia moderna.

Professore emerito di Oftalmologia presso l’Università di Coimbra, il Prof. Cunha‑Vaz ha dedicato l’intera vita professionale allo studio delle patologie retiniche, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle conoscenze sulla retinopatia diabetica e sulle malattie vascolari della retina, ambiti che rappresentano ancora oggi una delle principali sfide cliniche e scientifiche in oftalmologia.

Attraverso un approccio rigoroso e innovativo, il Prof. Cunha‑Vaz ha aperto la strada alla caratterizzazione dei fenotipi della retinopatia diabetica e all’identificazione di nuovi biomarcatori, anticipando di decenni il paradigma della medicina personalizzata in ambito oftalmologico.

Fondatore dell’IBILI – Institute of Biomedical Research on Light and Image e dell’AIBILI, il Prof. Cunha‑Vaz ha saputo creare a Coimbra, in Portogallo, un autentico centro di eccellenza internazionale per la ricerca clinica e traslazionale, favorendo collaborazioni scientifiche di alto livello e formando generazioni di ricercatori e clinici oggi attivi nei più importanti centri europei e mondiali.

La Fondazione G.B. Bietti, da sempre impegnata nella ricerca e nella cura delle patologie retiniche, riconosce nel Prof. José Cunha‑Vaz un esempio straordinario di rigore scientifico, visione innovativa e profondo senso etico della medicina. Il suo lascito culturale e umano continuerà a vivere nelle conoscenze che ha generato, nelle istituzioni che ha fondato e nelle persone che ha formato.

Photo credits: Oflalpro.pt

Dentro la ricerca: il laboratorio di proteomica della Fondazione Bietti – Intervista al dott. Diego Sbardella

La Fondazione Bietti è oggi uno dei principali centri italiani dedicati alla ricerca sulle malattie oculari, con un approccio multidisciplinare che integra competenze cliniche, biologiche e tecnologiche avanzate.

Nel nuovo laboratorio di proteomica, guidato dal dott. Diego Sbardella, vengono sviluppati protocolli innovativi per comprendere i meccanismi alla base delle principali patologie cronico-degenerative dell’occhio. In questa intervista il dottore approfondisce le attività, le tecnologie e le prospettive di questo settore di ricerca in continua evoluzione.

Dott. Sbardella, qual è la missione principale del vostro laboratorio?

La nostra attività si concentra sull’esecuzione, l’allestimento e lo sviluppo di protocolli di ricerca che ci aiutano a comprendere perché i pazienti affetti dalle principali patologie cronico-degenerative dell’occhio – in particolare retina e nervo ottico – si ammalano. Analizziamo campioni biologici prelevati dai pazienti, sempre previo consenso informato, come sangue o fluidi oculari, per studiarne la composizione e individuare i meccanismi che possono contribuire all’insorgenza o alla progressione delle malattie.

Quali tecnologie utilizzate per analizzare questi campioni così complessi?

Il nostro laboratorio è caratterizzato da una strumentazione d’avanguardia, in particolare dalla spettrometria di massa. Disponiamo di un sistema ad altissima risoluzione, l’Orbitrap Exploris, che ci permette di studiare e caratterizzare campioni biologici molto difficili da analizzare con tecniche bidimensionali tradizionali, come i fluidi oculari. Questo sistema è inoltre equipaggiato con accessori che consentono un’analisi tridimensionale delle matrici biologiche, permettendoci di ottenere informazioni estremamente dettagliate sulla loro composizione.

Quante persone lavorano stabilmente nel laboratorio e con quali competenze?

Attualmente siamo quattro persone in modo stabile. Abbiamo costruito un’équipe scientifica eterogenea, con competenze complementari, perché i percorsi di ricerca che sviluppiamo sono complessi e richiedono professionalità diverse. Le figure principali sono biologi e chimici, fondamentali per l’esecuzione e l’allestimento delle ricerche sperimentali, e statistici, che si occupano dell’analisi e dell’interpretazione dei dati, con particolare attenzione alla loro rilevanza clinica.

Collaborate anche con istituzioni accademiche?

Sì, in modo molto stretto. Grazie ad accordi quadro con l’Università di Tor Vergata, abbiamo accesso a laboratori, strumentazioni e personale di ricerca che fanno riferimento diretto all’ateneo. Condividiamo progetti e competenze, creando una sinergia che ci permette di affrontare tematiche complesse con un approccio integrato e multidisciplinare.

Su quali progetti di ricerca state lavorando attualmente?

Abbiamo numerosi progetti attivi, tutti approvati dal Comitato Etico. In particolare, stiamo studiando la disregolazione del sistema immunitario nei pazienti affetti da processi neurodegenerativi dell’occhio, come il glaucoma e la neurotticopatia cronica del nervo ottico. Un altro filone importante riguarda la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare legata all’età (AMD), che rappresentano tra le principali cause di cecità irreversibile nella popolazione occidentale. Infine, abbiamo progetti molto attivi anche nel campo del distacco di retina, dove applichiamo protocolli di spettrometria di massa sia convenzionali sia non convenzionali per ottenere nuove informazioni sui meccanismi alla base della patologia.

L’intervista completa al dott. Sbardella è disponibile sul canale LinkedIn ufficiale della Fondazione a questo link:

https://it.linkedin.com/posts/fondazionebietti_dentro-la-ricerca-il-laboratorio-di-proteomica-activity-7420097249910861824-NVfj?utm_source=li_share&utm_content=feedcontent&utm_medium=g_dt_web&utm_campaign=copy

IRCCS FONDAZIONE G.B. BIETTI: UN PERCORSO DI ECCELLENZA NELLA RICERCA OFTALMOLOGICA

L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti di Roma rappresenta oggi uno dei principali poli di ricerca in oftalmologia in Italia e in Europa.
Sotto la guida della Dott.ssa Monica Varano, la Direzione Scientifica ha consolidato un modello di sviluppo basato su innovazione, multidisciplinarietà e collaborazione internazionale.

La struttura di ricerca è organizzata in quattro linee strategiche: il Glaucoma e segmento anteriore con annessi oculari, la Retina medica e chirurgica, l’Oncologia e tossicologia oculare e la Neurofisiologia della visione e Neuroftalmologia.

Ogni linea è affidata a team altamente specializzati, con laboratori dedicati alla biologia molecolare e alla proteomica, quest’ultima divenuta nel 2025 un’unità autonoma, a conferma del suo ruolo chiave nella medicina di precisione.


Produzione scientifica e impatto internazionale

Nel 2025, l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti ha sviluppato 13 programmi e 24 progetti di ricerca, pubblicando 128 articoli su riviste internazionali ad alto impact factor. Il punteggio complessivo di Impact Factor Normalizzato (IFN) è cresciuto da 424 nel 2021 a 539 nel 2025, con performance di eccellenza nella linea Glaucoma e segmento anteriore con annessi oculari (271,56) e Retina medica e chirurgica (191,74).

La qualità delle pubblicazioni è confermata dal Field Weighted Citation (FWC), che nel 2025 ha raggiunto 1,96, ben oltre la media europea (1,19). Anche le collaborazioni internazionali sono aumentate in modo significativo: dal 45% nel 2021 al 76% nel 2025, mentre quelle nazionali si sono ridotte al 24%, segno di una crescente proiezione globale.

Attrazione di risorse e progetti competitivi

Dal 2021 al 2025 sono stati finanziati progetti di grande rilievo, come:

  • PROMISING (Ministero Salute – Rete Aging)
  • Next Generation Promising
  • I-COMET (MEF)
  • DREAMS (Fondo Italiano Scienze Applicate)
  • GLAUKOMAicare (Horizon Europe)

Questi numeri testimoniano una crescita costante, favorita anche dai bandi PNRR e dai programmi europei Horizon Europe.

Collaborazione in rete e studi clinici

L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti è parte attiva delle reti ministeriali IRCCS, rete Aging e rete delle Neuroscienze, con progetti che spaziano dalla medicina di precisione allo studio dei meccanismi implicati nella neurodegenerazione. A livello europeo, è membro di EVICR.net,European Vision Institute Clinical Research Network, ovvero una rete europea di centri di ricerca clinica specializzati in oftalmologia e ha partecipato a prestigiosi studi multicentrici come MACUSTAR-Development of novel clinical endpoints for interventional clinical trials with a regulatory and patient access intention in patients with intermediate age-related macular degeneration, RECOGNISED- Retinal and cognitive dysfuction in type 2 diabetes: unraveling the common pathways and identification of patients at risk of dementia, INTERCEPT-AMD- A collaborative resource of Heidelberg multimodal imaging of Intermediate AMD with and without early atrophy to study prediction of disease progression e CHART-Characterization of retinal disease progression in eyes with NPDR in diabetes type 2 using non-trattive invasive procedures.

Sul fronte clinico, tra il 2021 e il 2025 sono stati avviati oltre 200 studi, sia monocentrici che multicentrici. Di questi,  22  afferiscono alla linea Glaucoma e Segmento Anteriore,  37 alla Retina Medica e Chirurgica e 12 alla Neuroftalmologia.

Nei soli studi no-profit sono stati arruolati 1.494 pazienti  a conferma dell’impegno nella ricerca traslazionale e nella sua applicazione alla pratica clinica.

Formazione e innovazione

La Fondazione è Provider ECM accreditato dal Maggio 2011 (precisamente dal 26.05.2011), con ultimo rinnovo del 2025.

Negli ultimi cinque anni sono stati organizzati corsi, workshop e wet lab, coinvolgendo 679 partecipanti e erogando oltre 120 crediti ECM.

Nel 2025 è stata attivata la Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, diretta dalla Prof.ssa Mariacristina Parravano, con sede presso l’IRCCS Bietti.

Sul piano tecnologico, il Clinical Trial Center ha introdotto sistemi avanzati di gestione dati (EDC, eTMF) e l’integrazione con la cartella clinica informatizzata, garantendo qualità, sicurezza e conformità normativa.

Il Laboratorio di Proteomica, inaugurato nel 2022, è oggi un pilastro per lo sviluppo di biomarcatori e terapie innovative.

Un modello di governance trasparente

L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti ha adottato un Regolamento della Ricerca che definisce governance, gestione fondi, premialità e trasferimento tecnologico, promuovendo trasparenza e qualità. Tra le iniziative recenti spicca lo studio DS 01-25 dal titolo “Indagine sulle preferenze e la percezione dei pazienti riguardo gli studi clinici”, volto a indagare la percezione dei pazienti sugli studi clinici, in linea con i principi di etica e partecipazione.

l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti si conferma, dunque, un centro di riferimento internazionale, capace di coniugare ricerca, innovazione e formazione, con un impatto concreto sulla salute visiva e sulla qualità della vita dei pazienti.

Dalla ricerca di base agli studi clinici: l’impegno dell’IRCCS Fondazione Bietti per le cure oftalmiche

Alla Fondazione Bietti, 1.700 pubblicazioni scientifiche per innovare la cura delle malattie oculari

L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS rappresenta un punto di riferimento nell’ambito della ricerca scientifica oftalmologica. Attraverso una combinazione sinergica di ricerca di base, clinica e traslazionale, la Fondazione si impegna per promuovere innovazione, qualità e progresso nelle cure oftalmologiche. Supportata da una solida infrastruttura, tra cui il Clinical Trial Center (CTC) e il Grant Office, opera in stretta collaborazione con istituzioni pubbliche, partner internazionali, comitati etici e autorità regolatorie, per garantire elevati standard scientifici e rigore etico.
Gli studi effettuati alla Fondazione comprendono:
a) Ricerca di base
La Fondazione conduce studi di base finalizzati alla comprensione dei meccanismi patogenetici delle malattie oculari, sviluppando biomarcatori e nuovi endpoint diagnostico-terapeutici — fondamentali per l’innovazione e l’avvio di studi clinici avanzati. Tra le aree di eccellenza si distingue il laboratorio di proteomica, che utilizza tecniche avanzate per analizzare il profilo proteico delle cellule e dei tessuti oculari.
La ricerca proteomica permette di individuare biomarcatori diagnostici e prognostici, nuovi target terapeutici e di comprendere meglio i processi patologici alla base delle malattie della retina, del nervo ottico e di altre strutture oculari. Si tratta di una risorsa fondamentale per collegare la ricerca di base allo sviluppo di strategie cliniche innovative.
b) Studi clinici
• Osservazionali: raccolgono dati sul decorso naturale delle malattie oftalmologiche nella pratica clinica, possono essere prospettici o retrospettivi.
• Interventistici (sperimentali):
o Fase II: verifica dell’efficacia terapeutica e possibili effetti collaterali nel trattamento delle patologie dell’occhio.
o Fase III: valutazione dell’efficacia dei trattamenti su popolazioni rappresentative, spesso randomizzati, con gruppi di controllo e possibile mascheramento.
• Fase IV: studi post-marketing, sia interventistici che osservazionali, per approfondire sicurezza ed efficacia in contesti real-world.
c) Studi su dispositivi medici
Valutano strumenti innovativi, metodiche diagnostiche e apparecchiature chirurgiche che possono migliorare la qualità delle cure oftalmologiche. Questi studi permettono di validare sicurezza, efficacia e usabilità dei dispositivi, aprendo la strada a nuove soluzioni per la pratica clinica quotidiana.
La Fondazione Bietti conduce circa 40 studi clinici ogni anno, analizzando vantaggi, benefici e rischi di nuove terapie farmacologiche, strumenti chirurgici o strategie diagnostiche nell’ambito oftalmologico. Gli studi sono rigorosamente pianificati, approvati da Comitati Etici e condotti nel rispetto delle normative e delle Good Clinical Practice, assicurando la massima sicurezza e tutela per i pazienti volontari, veri protagonisti di questa ricerca innovativa.

Attraverso le pubblicazioni scientifiche, i ricercatori condividono con la comunità scientifica e con la società i risultati delle proprie ricerche. Tali lavori vengono sottoposti a riviste specialistiche che li valutano con un rigoroso processo di revisione tra pari (peer review), affidato ad esperti del settore, prima di essere accettati e resi pubblici. Le pubblicazioni rappresentano il principale strumento con cui la scienza si esprime e progredisce, garantendo la diffusione di conoscenze validate e contribuendo in modo qualificato all’avanzamento della ricerca e dell’innovazione.
Dal riconoscimento IRCCS nel 2005 fino ad oggi, la Fondazione Bietti ha prodotto circa 1.738 pubblicazioni scientifiche su riviste con riconosciuto Impact Factor.
Grazie alla sua visione integrata, che spazia dai laboratori agli studi clinici fino alla pubblicazione dei risultati, l’IRCCS Fondazione Bietti si conferma protagonista nell’innovazione oftalmologica. La sinergia tra ricerca di base, trial clinici strutturati, gestione professionale attraverso il CTC e una forte produzione scientifica testimoniano il costante impegno verso l’eccellenza.
Grazie ad un approccio integrato, che unisce attività di laboratorio, studi clinici e diffusione dei risultati scientifici, l’IRCCS Fondazione Bietti contribuisce in modo significativo all’avanzamento dell’innovazione oftalmologica. La collaborazione tra ricerca di base, trial clinici strutturati, il coordinamento del CTC e una produzione scientifica costante rappresentano un impegno continuo a favore del progresso e della qualità della cura.