TG5 – Dott. Oddone: “Il Glaucoma non è una malattia da aspettare, ma da andare a cercare”

In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, IAPB Italia Onlus rilancia una campagna di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce di questa patologia silenziosa ma tra le principali cause di cecità irreversibile.

Il TG5 ha dedicato un servizio nell’edizione del 13 marzo, approfondendo il tema e dando voce agli esperti. Tra questi, è stato intervistato il dott. Francesco Oddone, Responsabile dell’Unità Operativa Glaucoma dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, che ha sottolineato l’importanza dei controlli periodici e del ruolo della ricerca nel contrasto alla malattia.

Qui il link alla puntata completa, con il servizio a partire dal minuto 34.

Dalla ricerca di base agli studi clinici: l’impegno dell’IRCCS Fondazione Bietti per le cure oftalmiche

Alla Fondazione Bietti, 1.700 pubblicazioni scientifiche per innovare la cura delle malattie oculari

L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS rappresenta un punto di riferimento nell’ambito della ricerca scientifica oftalmologica. Attraverso una combinazione sinergica di ricerca di base, clinica e traslazionale, la Fondazione si impegna per promuovere innovazione, qualità e progresso nelle cure oftalmologiche. Supportata da una solida infrastruttura, tra cui il Clinical Trial Center (CTC) e il Grant Office, opera in stretta collaborazione con istituzioni pubbliche, partner internazionali, comitati etici e autorità regolatorie, per garantire elevati standard scientifici e rigore etico.
Gli studi effettuati alla Fondazione comprendono:
a) Ricerca di base
La Fondazione conduce studi di base finalizzati alla comprensione dei meccanismi patogenetici delle malattie oculari, sviluppando biomarcatori e nuovi endpoint diagnostico-terapeutici — fondamentali per l’innovazione e l’avvio di studi clinici avanzati. Tra le aree di eccellenza si distingue il laboratorio di proteomica, che utilizza tecniche avanzate per analizzare il profilo proteico delle cellule e dei tessuti oculari.
La ricerca proteomica permette di individuare biomarcatori diagnostici e prognostici, nuovi target terapeutici e di comprendere meglio i processi patologici alla base delle malattie della retina, del nervo ottico e di altre strutture oculari. Si tratta di una risorsa fondamentale per collegare la ricerca di base allo sviluppo di strategie cliniche innovative.
b) Studi clinici
• Osservazionali: raccolgono dati sul decorso naturale delle malattie oftalmologiche nella pratica clinica, possono essere prospettici o retrospettivi.
• Interventistici (sperimentali):
o Fase II: verifica dell’efficacia terapeutica e possibili effetti collaterali nel trattamento delle patologie dell’occhio.
o Fase III: valutazione dell’efficacia dei trattamenti su popolazioni rappresentative, spesso randomizzati, con gruppi di controllo e possibile mascheramento.
• Fase IV: studi post-marketing, sia interventistici che osservazionali, per approfondire sicurezza ed efficacia in contesti real-world.
c) Studi su dispositivi medici
Valutano strumenti innovativi, metodiche diagnostiche e apparecchiature chirurgiche che possono migliorare la qualità delle cure oftalmologiche. Questi studi permettono di validare sicurezza, efficacia e usabilità dei dispositivi, aprendo la strada a nuove soluzioni per la pratica clinica quotidiana.
La Fondazione Bietti conduce circa 40 studi clinici ogni anno, analizzando vantaggi, benefici e rischi di nuove terapie farmacologiche, strumenti chirurgici o strategie diagnostiche nell’ambito oftalmologico. Gli studi sono rigorosamente pianificati, approvati da Comitati Etici e condotti nel rispetto delle normative e delle Good Clinical Practice, assicurando la massima sicurezza e tutela per i pazienti volontari, veri protagonisti di questa ricerca innovativa.

Attraverso le pubblicazioni scientifiche, i ricercatori condividono con la comunità scientifica e con la società i risultati delle proprie ricerche. Tali lavori vengono sottoposti a riviste specialistiche che li valutano con un rigoroso processo di revisione tra pari (peer review), affidato ad esperti del settore, prima di essere accettati e resi pubblici. Le pubblicazioni rappresentano il principale strumento con cui la scienza si esprime e progredisce, garantendo la diffusione di conoscenze validate e contribuendo in modo qualificato all’avanzamento della ricerca e dell’innovazione.
Dal riconoscimento IRCCS nel 2005 fino ad oggi, la Fondazione Bietti ha prodotto circa 1.738 pubblicazioni scientifiche su riviste con riconosciuto Impact Factor.
Grazie alla sua visione integrata, che spazia dai laboratori agli studi clinici fino alla pubblicazione dei risultati, l’IRCCS Fondazione Bietti si conferma protagonista nell’innovazione oftalmologica. La sinergia tra ricerca di base, trial clinici strutturati, gestione professionale attraverso il CTC e una forte produzione scientifica testimoniano il costante impegno verso l’eccellenza.
Grazie ad un approccio integrato, che unisce attività di laboratorio, studi clinici e diffusione dei risultati scientifici, l’IRCCS Fondazione Bietti contribuisce in modo significativo all’avanzamento dell’innovazione oftalmologica. La collaborazione tra ricerca di base, trial clinici strutturati, il coordinamento del CTC e una produzione scientifica costante rappresentano un impegno continuo a favore del progresso e della qualità della cura.

A Natale, il dono più prezioso è quello che guarda al futuro

Sostenere la ricerca significa credere nella scienza, nella cura e in un mondo in cui le malattie oculari possano essere prevenute e curate con sempre maggiore efficacia.
L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, unico istituto in Italia dedicato esclusivamente all’oftalmologia, lavora ogni giorno per proteggere la vista e sviluppare terapie innovative. Il tuo contributo, piccolo o grande, è un investimento concreto nella salute visiva di oggi e di domani.

Sul nostro sito trovi un nuovo sistema di donazioni ancora più semplice e intuitivo: bastano pochi click per scegliere se fare una donazione singola o attivare una donazione mensile, con metodi di pagamento sicuri come carta di credito e PayPal o con bonifico bancario.
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Insieme possiamo vedere più lontano.

Giornata Mondiale del Diabete 2025

Il diabete interpella i luoghi di lavoro: benessere, dignità e accesso alle cure, anche per la vista, al centro della campagna promossa da OMS e IDF
Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla International Diabetes Federation (IDF), con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle patologie croniche più diffuse al mondo.

L’edizione 2025 pone al centro un tema cruciale e spesso trascurato: “Diabete e benessere sul lavoro”. Secondo le stime dell’IDF, oltre 430 milioni di persone con diabete sono in età lavorativa. Eppure, per molti di loro, il contesto professionale rappresenta una fonte quotidiana di difficoltà: dalla gestione della terapia in ambienti non adeguati, alla mancanza di flessibilità, fino a forme più o meno esplicite di stigma e discriminazione.

Il risultato è un impatto negativo sul benessere fisico, mentale e sociale, che si riflette anche sulla produttività e sulla qualità della vita.
 La campagna 2025 invita datori di lavoro, colleghi e istituzioni a “conoscere di più e fare di più per il diabete sul lavoro”, promuovendo ambienti inclusivi, informati e attenti ai bisogni delle persone con questa condizione.
Si tratta di un appello concreto a trasformare i luoghi di lavoro in spazi di supporto e consapevolezza, dove la salute non sia un ostacolo ma un diritto tutelato.

 Tra le complicanze più invalidanti del diabete, spesso sottovalutate in ambito lavorativo, vi sono quelle legate alla vista.
La retinopatia diabetica è la più frequente e rappresenta la principale causa di cecità legale tra i giovani adulti nei paesi industrializzati. In Italia, si stima che circa il 30% della popolazione diabetica ne sia affetta, con forme che possono compromettere gravemente la capacità visiva, come la retinopatia proliferante e l’edema maculare.

Queste condizioni, se non diagnosticate e trattate tempestivamente, possono limitare fortemente l’autonomia della persona, generando esclusione anche sul piano professionale.
La retinopatia diabetica può insorgere senza sintomi evidenti, rendendo fondamentale lo screening oculistico regolare, almeno ogni sei mesi, con esami specifici come la valutazione del fondo dell’occhio.
Questo percorso rientra in una gestione multidisciplinare del diabete, che include il controllo glicemico, della pressione arteriosa e dell’assetto lipidico.

 La Giornata Mondiale del Diabete diventa così un’occasione per riflettere su un cambiamento culturale necessario: dal silenzio alla visibilità, dall’isolamento alla partecipazione. Perché il diabete, come ogni condizione cronica, non deve essere un limite, ma una sfida da affrontare insieme, anche – e soprattutto – sul posto di lavoro.

 Come sottolinea l’OMS, creare ambienti lavorativi più sani e inclusivi significa anche prevenire nuovi casi di diabete, promuovendo stili di vita attivi, alimentazione consapevole e benessere mentale.

Un investimento che riguarda tutti, non solo chi è già colpito dalla malattia. questa versione trovami un titolo e un sottotitolo che abbiamo a che vedere anche con la vista Includere la salute visiva nella cultura della prevenzione e dell’inclusione è parte integrante di questo impegno. Perché vedere bene significa anche lavorare meglio, vivere con dignità e partecipare pienamente alla società.

Dieci anni di Corsi WET LAB sulla cataratta alla Fondazione IRCCS G.B. Bietti

Una chirurgia considerata “semplice” dai pazienti, ma che richiede precisione e competenza: quella della cataratta è una micro-chirurgia complessa che richiede una lunga curva di apprendimento per gli oftalmologi. In Fondazione Bietti aiutiamo i giovani medici a padroneggiare le tecniche più avanzate” – spiega Domenico Schiano celebrando il decennale di una formazione regolare e rigorosa presso le strutture della Fondazione

La Fondazione IRCCS G.B Bietti mette a disposizione le sue conoscenze e strutture all’avanguardia ai giovani oculisti per perfezionare la loro tecnica chirurgica. Nel 2025 si celebra il decennale di una serie ininterrotta di corsi della formazione dedicati alla chirurgia della cataratta.
“Nel WET LAB i giovani chirurghi perfezionano la loro tecnica utilizzando occhi animali ed bulbi sintetici come modelli di prova sotto la supervisione degli specialisti esperti dell’Unità segmento anteriore” – spiega il responsabile deI corsi Domenico Schiano Lomoriello.

L’intervento di cataratta
L’intervento è reso necessario dall’opacizzazione del cristallino, una lente naturale posta nella parte anteriore dell’occhio tra iride e corpo vitreo. Con l’età, le fibre del cristallino perdono fisiologicamente elasticità e la lente si opacizza offuscando progressivamente la vista fino a precluderla.
L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato e nella sua sostituzione con una lente artificiale.
Soltanto in Italia vengono eseguiti circa 500.000 interventi l’anno e il Gold Standard attuale è la tecnica della facoemulsificazione (vedi anche LA CATARATTA SPIEGATA BENE).

Perché è importante la formazione
“Quello di cataratta – continua Schiano – è l’intervento più frequente al mondo, indolore e veloce. Ma si tratta di alta-micro chirurgia con una impegnativa curva di apprendimento per i chirurghi che si approcciano a questo intervento. Sebbene sia indolore, veloce e con recupero facile per i pazienti, infatti, si tratta di un intervento molto delicato. Per questo la Fondazione G.B. Bietti, l’unico IRCCS dedicato esclusivamente all’oculistica in Italia, mette le sue conoscenze e le sue strutture d’avanguardia al servizio della formazione dei giovani chirurghi” conclude l’esperto.

Fortune Health: “Cornea artificiale: eccezionale intervento a Roma con nuova tecnica”

Fortune Health dedica un articolo all’impianto di cornea artificiale eseguito presso la Fondazione Bietti

L’intervento consiste nell’inserimento di una superficie polimerica in sostituzione dell’endotelio corneale del paziente per risolvere l’edema corneale, condizione che vede un eccessivo accumulo di liquido nella cornea, rendendola opaca e compromettendo la vista, come ha precisato Domenico Schiano Lomoriello, Responsabile della UOS Cornea, che ha eseguito l’impianto sulla paziente.
Qui l’articolo completo.

La Fondazione IRCCS G.B. Bietti ricorda il prof. Pietro Lischetti

La Fondazione IRCCS G.B. Bietti ricorda il prof. Pietro Lischetti, recentemente scomparso lo scorso 14 agosto.

“Eccezionalmente dotato, ha contribuito umilmente al progresso della chirurgia del segmento anteriore in oftalmologia, diffondendo generosamente la tecnica agli oculisti di nuova generazione” lo ricorda il Prof. Mario Stirpe, Presidente della Fondazione Bietti.

Di origini siciliane, Pietro Lischetti si era inserito in Roma presso l’Università La Sapienza Policlinico Umberto I come assistente del Prof.Bietti passando in seguito nella università di Tor Vergata, diventando figura di riferimento per le nuove generazioni di medici oculisti.

Molti oftalmologi oggi affermati professionisti ricordano con riconoscenza i suoi insegnamenti.

Ph. credits: Pagina Facebook Oftalnews

Vista sfocata e costi chiari

Il peso della presbiopia sulla società di oggi

La presbiopia, disturbo visivo fisiologico legato all’età, è sempre più diffusa e impattante, soprattutto nell’era digitale.
L’Osservatorio Vista della Fondazione OneSight EssilorLuxottica, in collaborazione con la Fondazione Bietti e il Censis, ha acceso i riflettori su una condizione spesso sottovalutata, ma che incide profondamente sulla qualità della vita e sul bilancio delle famiglie italiane.

Una sfida sanitaria sottovalutata
Con l’invecchiamento della popolazione, la presbiopia si afferma come una delle problematiche visive più comuni dopo i 45-50 anni. Attività quotidiane come leggere, usare lo smartphone o riconoscere dettagli da vicino diventano progressivamente più difficili. Sebbene sia considerata una condizione fisiologica, i suoi effetti non sono affatto trascurabili.

Occhiali sì, ma non bastano
Il 95,9% dei presbiti utilizza strumenti correttivi, con una netta prevalenza degli occhiali da vista (78,5%). Tuttavia, il disagio visivo persiste: il 72,3% riferisce difficoltà nella visione da vicino, con il 2,4% che segnala problemi gravi. Molti utilizzano gli occhiali solo quando necessario: il 45,4% li indossa in modo occasionale, mentre il 54,6% li porta in modo continuativo.

Un impatto economico rilevante
La cura della vista rappresenta un peso crescente per le famiglie. Il 70,1% dei presbiti si affida alla sanità privata per le visite oculistiche, e il 47,6% ha speso almeno 300 euro nell’ultimo anno. In un quarto dei casi, queste spese sono state sostenute attingendo ai risparmi o con aiuti esterni. Anche gli occhiali comportano costi significativi: le lenti personalizzate, spesso necessarie, non sono accessibili a tutti, spingendo molti verso soluzioni economiche come gli occhiali premontati, che però offrono prestazioni inferiori.

Vita quotidiana e digitale a rischio
La presbiopia incide anche sulla vita sociale e lavorativa. Il 54,6% ha difficoltà a leggere testi stampati, mentre il 51,7% fatica a svolgere attività manuali come cucire, cucinare o utilizzare strumenti. Nell’era digitale, il problema si amplifica: il 62,9% è costretto a ingrandire i caratteri sugli schermi, il 57,8% ha difficoltà a leggere sullo smartphone e il 56,3% lamenta fastidi nell’uso di PC o laptop.

FONDAZIONE G.B. BIETTI: AL VIA UN INNOVATIVO PROGETTO CHIRURGICO GRAZIE AL SOSTEGNO DI ENEL CUORE ONLUS

Da giugno, è operativo all’IRCCS Fondazione Bietti, il modulo di tomografia OCT integrato al microscopio chirurgico per interventi oftalmologici ad alta complessità. Nei prossimi 5 anni previsti più di 600 interventi annui grazie alle nuove tecnologie disponibili nella sede dell’Ospedale Britannico

Un passo decisivo verso l’oftalmologia del futuro. L’IRCCS Fondazione G.B. Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS, da sempre punto di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nella cura delle malattie oculari sostenuta da Fondazione Roma, annuncia con orgoglio l’avvio di un ambizioso progetto tecnologico realizzato grazie al contributo di Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel.

La nuova iniziativa, che ha visto l’acquisto di un modulo di tomografia a coerenza ottica (OCT) intraoperatoria da integrare al microscopio chirurgico Leica Proveo 8, permetterà di potenziare la precisione e l’efficacia degli interventi di microchirurgia oculare, con importanti benefici per i pazienti più fragili e complessi.

L’integrazione dell’OCT nel contesto chirurgico rappresenta una delle evoluzioni più promettenti dell’oftalmologia contemporanea. Si tratta di un sistema in grado di acquisire immagini dettagliate in tempo reale durante l’intervento, offrendo al chirurgo una mappa visiva microscopica delle strutture oculari, con risoluzione molto elevata.

L’utilizzo di questa tecnologia presso la sede operativa della Fondazione Bietti – l’Ospedale Britannico di Roma – si concentrerà su circa 600 interventi annui di alta complessità, tra cui chirurgia maculare, retinopatia diabetica, distacchi di retina, trapianti lamellari di cornea e chirurgia mininvasiva del glaucoma.

L’iniziativa, partita da giugno 2025 e con una durata quinquennale, punta a:

· Incrementare il tasso di successo anatomico degli interventi

· Aumentare la percentuale di trapianti lamellari con tempi di recupero più brevi

· Favorire l’impiego di impianti microdrenanti nel glaucoma, meno invasivi rispetto alle tecniche tradizionali

Il monitoraggio dei risultati sarà continuo e basato su indicatori clinici oggettivi, con l’obiettivo di generare impatto tangibile sulla qualità della vita dei pazienti e sulla sostenibilità dei percorsi assistenziali.

Il progetto nasce nell’ambito delle attività di sostegno promosse da Enel Cuore Onlus, la fondazione del Gruppo Enel impegnata nel supporto a iniziative solidali e sanitarie di alto valore sociale.

Con questa iniziativa, l’IRCCS Fondazione Bietti conferma il proprio ruolo di eccellenza assoluta nel panorama della sanità italiana, capace di coniugare ricerca, innovazione e cura in un’unica visione centrata sul paziente.

“Check up” – Rai 1, Miopia: cosa è e come trattarla. L’intervista al dott. Domenico Schiano della Fondazione Bietti

Il futuro della medicina è stato l’argomento al centro della puntata di “Check-up”, lo storico programma di informazione medica di Rai 1, condotto da Luana Ravegnini, andato in onda domenica 25 maggio su Rai 1 e disponibile su RaiPlay e, in podcast, su RaiPlay Sound.

Tra gli ospiti della puntata , il dott. Domenico Schiano Lomoriello, responsabile dell’Unità Operativa Cataratta e Cornea dell’IRCCS Fondazione Bietti per un focus poi sulla miopia e sui fattori che ne influenzeranno la diffusione nel prossimo futuro.

Qui la puntata completa, con l’intervista al dott. Schiano dal minuto 11.52.