Giornata mondiale per la sicurezza delle cure e della persona assistita 2024: alla Fondazione Bietti un corso di formazione

Presso l’Ospedale Britannico di Roma l’evento ECM: Il miglioramento dei processi diagnostici per la sicurezza delle cure in oftalmologia

“Migliorare la diagnosi per la sicurezza del paziente” è il tema della giornata mondiale per la sicurezza delle cure 2024 (secondo la Risoluzione WHA72.6 e il Piano d’azione globale per la sicurezza dei pazienti 2021-2030) che si celebra oggi 17 Settembre.

Il piano d’azione globale incoraggia i Paesi del Mondo ad adottare strategie che riducano gli errori diagnostici, che spesso derivano da una combinazione di fattori cognitivi e sistemici che influiscono sul riconoscimento di segni e i sintomi chiave dei pazienti e l’interpretazione e la comunicazione dei risultati degli esami diagnostici.

L’entità degli errori diagnostici è, infatti, importante, rappresentando quasi il 16% dei danni prevenibili nei sistemi sanitari. Con lo slogan “Get it right, make it safe!”, l’OMS chiede sforzi concreti per ridurre significativamente gli errori diagnostici attraverso interventi multiformi per rafforzare le organizzazioni sia intervenendo sui fattori sistemici che sui fattori cognitivi anche mediante il coinvolgimento dei pazienti, delle loro famiglie, degli operatori sanitari e dei leader sanitari.
Ecco perché l’IRCCS Fondazione GB Bietti, aderendo al tema dell’OMS, ha organizzato un evento formativo di aggiornamento su questa specifica tematica al fine di sensibilizzare gli operatori sanitari sulla problematica, di individuare i punti critici nel processo diagnostico delle patologie oftalmologiche con i relativi fattori causali e metodi perla riduzione del rischio di errori anche condividendo modalità standardizzate di analisi, refertazione e comunicazione.
Il programma scientifico del Corso – che si sviluppa in due giornate 17 Settembre e 24 Ottobre 2024- prevede le seguenti tematiche:

  • Aggiornamento in tema di rischio clinico: dall’incident reporting agli eventi sentinella – A.M. Mastromatteo (responsabile scientifica del corso)
  • I processi diagnostici in neuroftalmologia- V. Parisi
  • I processi diagnostici nelle patologie retiniche – M. Parravano, M.S. Polito
  • I processi diagnostici laboratoristici – B. Sacchetti, A. Micera
  • I processi diagnostici in patologie retiniche chirurgiche – T. Rossi, G. Ripandelli
  • I processi diagnostici nel glaucoma – S. Giammaria
  • I processi diagnostici nelle patologie del segmento anteriore – D. Schiano Lomoriello
  • La Refertazione strutturata: dalla standardizzazione alla Intelligenza artificiale – L. Ziccardi
  • Al termine del corso è previsto un test finale di apprendimento

    Tutte le informazioni riguardo al programma scientifico si possono trovare a questo link.

Cataratta: l’insorgenza si può prevenire?

Il dott. Francesco Oddone, Responsabile dell’Unità di Ricerca Glaucoma dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, spiega i sintomi della cataratta e come trattarla

La cataratta è la causa principale di handicap visivo e addirittura la terza causa di ipovisione prevedibile. In Italia sono circa 5.000 i pazienti che ogni anno si sottopongono all’intervento chirurgico della cataratta. Il dott. Francesco Oddone, Responsabile dell’Unità di Ricerca Glaucoma dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti risponde ad alcune domande per approfondire l’argomento.

Cosa è la cataratta?
La cataratta non è altro che l’opacizzazione di una piccola lente che tutti noi abbiamo all’interno dell’occhio: il cristallino – spiega il dott. -; Il cristallino ha la funzione di far passare le immagini e metterle a fuoco; nel corso della vita il cristallino si opacizza e, quindi, invecchiandosi non svolge più la sua funzione correttamente.

L’insorgenza della cataratta è prevenibile?
Trattandosi di un processo fisiologico che fa parte dell’invecchiamento del nostro corpo, l’insorgenza della cataratta non è prevenibile.
Esistono, tuttavia, una serie di fattori che possono accelerare questo processo e che, quindi, possono essere tenuti sotto controllo per evitare che la cataratta porti al calo della vista dovuto a cataratta.
Il diabete è un fattore predisponente: le alterazioni di glicemia condizionano il normale trofismo e la salute del cristallino e, di conseguenza, la sua trasparenza; un paziente diabetico o che non ha una glicemia controllata va incontro a cataratta precoce.

Anche la miopia è un fattore di rischio: chi è miope può sviluppare cataratta anche in età giovanile (45-50 anni).
Un altro fattore di rischio per l’insorgenza della cataratta, del quale si parla di meno, è l’esposizione dell’occhio ai raggi UV che accelerano il processo di invecchiamento.

Esiste una cura per la cataratta?
Non esistono colliri o cure che possono influenzare questo processo di invecchiamento del cristallino.

L’operazione della cataratta è rischiosa?

Come tutti gli interventi chirurgica non si può classificare come esente da rischi, tuttavia viene classificata tra gli interventi meno rischiosi.

Cosa significa che per essere operata la cataratta deve essere matura?

Il termine “matura” per la cataratta è un’espressione gergale che sta a significare che la cataratta è sintomatica.

L’indicazione è quella di intervenire chirurgicamente quando il paziente riferisce disturbi legati alla presenza della cataratta stessa, senza andare troppo oltre nei tempi per evitare che tempi di intervento e ripresa siano più lenti.
Tuttavia, la sintomaticità è legata a un vissuto soggettivo: ci sono persone che hanno cataratte anche in stadi piuttosto avanzati, ma non si accorgono.

C’è recidiva nella cataratta?

Come abbiamo detto con l’operazione alla cataratta viene tolto il cristallino opacizzato che, quindi, non essendoci più nell’occhio non si può ri-opacizzare. Quindi no, non c’è recidiva.

Esiste, invece, la cosiddetta cataratta secondaria: la lentina intraoculare che viene posizionata nell’occhio al posto del cristallino, viene adagiata su una piccola membrana trasparente che prima accoglieva il cristallino; questa membrana può con il tempo opacizzarsi e, in tal caso può essere trattata con intervento laser di pochi secondi.

Giornata Internazionale dell’Ortottica 2024: “Orthoptists making a difference”

“Orthoptists making a difference” è il tema della Giornata internazionale dell’Ortottica, che si celebra ogni primo lunedì di giugno, lanciato dall’International Orthoptic Association (IOA)

In Italia gli ortottisti, i professionisti per la prevenzione, valutazione e riabilitazione delle disabilità visive sono circa 3500.

Gli Ortottisti Assistenti di Oftalmologia, nello specifico, sono operatori sanitari laureati ai quali competono le attribuzioni dal D.M. del Ministero della Sanità 14 Settembre 1994 n.743 e successive modifiche e integrazioni; ovvero svolgono la loro attività nella prevenzione, nella valutazione e nella riabilitazione di patologie della mobilità oculare, dell’ambliopia e in alcune forme di ipovisione senile.

Con l’invecchiamento demografico e un sistema sanitario in evoluzione, il ruolo degli Ortottisti diventa sempre più cruciale, in ambito della prevenzione, valutazione e riabilitazione delle disabilità visive.

La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della FNO TSRM e PSTRP, insieme all’Associazione tecnico scientifica degli Ortottisti italiani (AIOrAO ), in particolare- proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Ortottica – ha fatto presente come gli ortottisti facciano la differenza “sin dai primi giorni di vita” , accendendo i riflettori sulla prevenzione visiva neonatale.

A sottolinearlo è la stessa normativa italiana che, all’interno del DPCM del 12 gennaio 2017 circa i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che inserisce la centralità dell’ortottica neonatale e dell’informazione ai genitori sull’importanza degli stimoli ambientali per lo sviluppo visivo del bambino. Un impegno garantisce un futuro in cui la salute visiva di ogni individuo sia al centro dell’attenzione, migliorando la qualità della vita.

 

IRCCS G.B. Bietti: un nuovo regolamento per rafforzare l’impegno verso l’eccellenza nella ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica

A partire dallo scorso anno, la Direzione Scientifica della Fondazione G.B. Bietti, in collaborazione con il Clinical Trial Center (CTC) e il Grant Office ha introdotto un nuovo “Regolamento per lo svolgimento dell’attività di ricerca”, documento che rappresenta un importante passo avanti nell’organizzazione della ricerca e del trasferimento tecnologico all’interno della Fondazione.

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Universalità delle cure e inclusione: una meta raggiungibile

Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, intervenuto alle Celebrazione dei 40 anni della Fondazione Bietti, invita a riflettere su una tematica in ambito sanitario tanto delicata quanto attuale  

Tra le attività solidali della Fondazione Bietti c’è l’assistenza oftalmologica (attraverso visite specialistiche gratuite) ai pazienti del Vision Center dell’Hub San Gallicano a Roma, creato dalla Comunità di Sant’Egidio per assistere persone fragili e in difficoltà economica. Un’iniziativa di salute visiva portata avanti insieme alla Fondazione OneSight Essilor Luxottica Italia ETS. 

Il Presidente della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, in occasione del convegno “Ricerca e Assistenza Sanitaria: Quale Futuro?” (tenutosi a Roma, il 1 Marzo) per le celebrazioni dei 40 anni della Fondazione Bietti, ha ricordato la virtuosa collaborazione dell’IRCCS Bietti e la Comunità di Sant’Egidio, attraverso un ampio discorso dedicato all’inclusione e all’universalità della cure. 

Riccardi, infatti, ci invita riflettere sul fatto che viviamo in un tempo in cui il processo di globalizzazione ha prodotto una società marcata dall’individualizzazione.  E Lo vediamo in tutti gli ambiti. Un attento osservatore dell’oggi, Mattia Ferraresi, ha detto: “Il nostro mondo è quello dei selfie, delle pubblicità profilate, dei pasti monoporzione, un mondo dove la solitudine regna.” 
In una società di diseguaglianza, Papa Francesco ci invita a interrogarci sul significato che hanno oggi espressioni come democrazia, libertà, giustizia. 
“Questi sono stati i fari dell’umanità e oggi questi fari sembrano illuminare di meno – fa notare Andrea Riccardi -; il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta – prosegue Riccardi – in un’audizione al Senato – ha denunciato come i principi del servizio sanitario nazionale quali universalità, uguaglianza, equità siano stati traditi. Oggi sono ben altre le parole chiave che condizionano la vita delle persone, in particolare i poveri: interminabili tempi di attesa, affollamento dei pronto soccorso, impossibilità di trovare un medico o un pediatra di famiglia vicino casa, inaccettabili diseguaglianze sino alla migrazione sanitaria, aumento della spesa privata e così via.” 

Ricciardi fa presente come il quadro tracciato da Cartabellotta sia inquietante poiché assistiamo alla crescita dei divari nell’accesso a cure di qualità appropriate, al problema della diseguaglianza con la desistenza terapeutica per motivi economici e l’impossibile accesso in tempi utili all’assistenza. 
“Se la diseguaglianza aumenta, le conseguenze sono evidenti: la speranza di vita, la nascita – non solo per il Covid- non aumentano più dopo decenni di crescita” osserva il Presidente della Comunità di Sant’Egidio 

La relazione nazionale dell’ OMS sull’equità della salute insiste sul forte divario tra ricchi e poveri: Il 21% di spesa sanitaria avviene con i soldi propri delle assicurazioni, del welfare aziendale; ma “gli altri” che non possono pagare, aspettano: sono esclusi anni di vita in meno perché si hanno minori o nulle possibilità economiche. La povertà, afferma la Banca Mondiale, non è definita solo dalla mancanza di reddito, ma è legata all’accesso a servizi essenziali.  

“Le disuguaglianze più grandi non riguardano le malattie acute, ma la risposta a quelle croniche dove il fattore tempo è decisivo – sottolinea Andrea Riccardi -; la solitudine raddoppia il rischio di morte nelle malattie croniche: da decenni il ruolo patogeno dell’isolamento, specie degli anziani, è nel cuore nell’attenzione di Sant’Egidio; parliamo della solitudine come una malattia in più, come un peso che rende più malattie, più poveri.” 

Tant’ è che Sant’Egidio ha dato vita a un programma di monitoraggio attivo degli anziani con reti di prossimità che rendono possibile la fruizione dei servizi sociali e sanitari spesso non raggiungibili.  

Uno dei progetti portati a termine dalla Comunità è l’Hub di San Gallicano a Roma; nato dall’emergenza  Covid, quando tanti non avevano accesso alle vaccinazioni, ora è un centro di salute polivalente per gli “esclusi abituali”- come li definisce il Presidente della Comunità di Sant’Egidio – che offre risposta rapida ai bisogni e alle emergenze, uno spazio di inclusione, una vera e propria offerta di sanità pubblica, alla quale dona anche il suo contributo la Fondazione Bietti, mettendosi a disposizione con visite oftalmologiche gratuite. 

“Quanto accade nell’Hub San Gallicano è un incontro tra un’eccellenza diagnostico terapeutica e persone in difficoltà ad accedere al servizio sanitario nazionale – fa notare Riccardi – del resto tra gli scopi della Fondazione Bietti espressi nel suo Statuto si legge la volontà di garantire i livelli elevati di competenze e conoscenze in campo oftalmologico, mettendole a disposizione dei cittadini e del servizio sanitario nazionale. È una storia diversa da quella di Sant’Egidio, ma c’è una convergenza profonda su come rendere possibile l’universalità delle cure, includendo persona dopo persona, contro la negazione del diritto alla salute. Iniziative come queste – conclude – rendono l’Italia un Paese che dimostra la sua anima, la solidarietà umana, la capacità di comprendere oltre qualunque confine, che vi è una responsabilità che chiama ciascuno. Ciascuno può fare la differenza nella vita degli altri perché sono convinto che offrendo agli ultimi servizi di qualità, la società sarà migliore. 

Cosa offre un IRCCS interamente dedicato all’oculistica?

Un incontro dedicato agli oculisti per presentare l’attività della Fondazione G.B. Bietti al Congresso S.I.S.O. a Roma – presso la Sala ORANGE 1 dell’Hotel Ergife- il 18 aprile, dalle 16:30 alle 18:30

Un appuntamento con il primo IRCCS oftalmologico in Italia che affianca cura e ricerca. La Fondazione Bietti è un interlocutore importante della categoria e gli oftalmologi del territorio possono inviare i pazienti sia quando ritengono di poter beneficiare di un percorso ultra-specialistico sia quando ritengono possano entrare a far parte di un Trial Clinico.

Ogni oculistica, infatti, si pone domande e prende decisioni sul miglior percorso terapeutico. La Sessione “G.B. BIETTI” IRCCS Dilemmi in Oftalmologia” al Congresso S.I.S.O. a Roma – presso la Sala ORANGE 1 dell’Hotel Ergife- il 18 aprile, dalle 16:30 alle 18:30 presenterà un panorama delle attività della Fondazione, mostrando le Unità di ricerca e di cura che possono aiutare e trovare le risposte più aggiornate.

Ecco il programma:

FONDAZIONE “G.B. BIETTI” IRCCS DILEMMI IN OFTALMOLOGIA

TOPIC: RETINA MEDICA
16:30 – 18:30
Sala ORANGE I

Presidente
MARIO STIRPE

Moderatori
GIANLUCA MANNI
MONICA VARANO

Panelist
FRANCESCO ODDONE
VINCENZO PARISI
GUIDO RIPANDELLI

NEUROTTICOPATIA GLAUCOMATOSA?
VINCENZO PARISI
CHIRURGIA DEL GLAUCOMA: TRABECULECTOMIA O TECNICHE MENO INVASIVE?
MANUELE MICHELESSI
FRANCESCO ODDONE
I GLAUCOMI DA CHIUSURA D’ANGOLO: IRIDOTOMIA O LENSECTOMIA?
CHIARA POSARELLI
DISTACCO DI RETINA CRONICO: VIA SCLERALE O VITRECTOMIA?
TOMMASO ROSSI
RICONOSCERE LE LESIONI AD ALTO RISCHIO PER LA PROGRESSIONE DELL’AMD INTERMEDIA AD AVANZATA: QUANTO È IMPORTANTE IL MULTIMODAL IMAGING?
MARIACRISTINA PARRAVANO
RETINOPATIA DIABETICA E ISCHEMIA RETINICA: ALTRO NEMICO DA TRATTARE?
STELA VUJOSEVIC
C’ERA UNA VOLTA IN COROIDE
GIULIA MIDENA
CHIRURGIA DELL’ENDOTELIO CORNEALE: DSAEK O DMEK?
DOMENICO SCHIANO LOMORIELLO
GESTIONE ANESTESIOLOGICA DEL PAZIENTE CANDIDATO ALLA CHIRURGIA OCULISTICA
GIANLUIGI VILLA

GIORNATA MONDIALE DELL’IGIENE DELLE MANI 2024

Il 5 Maggio si celebra la Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani, La Fondazione Bietti promotrice di numerose attività per la sensibilizzazione

Lavare le mani un gesto semplice e quotidiano, ma di grande importanza e l’OMS lo ricorda tutti gli anni  con la Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani che si tiene il 5 maggio.  

L’obiettivo principale è quello sensibilizzare le persone e gli operatori sanitari sull’importanza dell’igiene delle mani, soprattutto negli ambienti di assistenza perché ciò porta a:

  1. Prevenire le infezioni: l’igiene delle mani è fondamentale per prevenire la diffusione di germi dannosi, specialmente in ambito sanitario. Le infezioni associate all’assistenza sanitaria (ICA)
    sono tra gli eventi avversi più frequenti negli ambienti di assistenza, con 136 milioni di casi di
    infezioni antibiotico-resistenti che si verificano ogni anno a livello globale.
  2. Salvare vite umane: quando viene eseguita correttamente e nei momenti giusti, l’igiene delle
    mani salva milioni di vite ogni anno.
  3. Rendimento economico: investire nella promozione dell’igiene delle mani negli ambienti sanitari
    ha un ritorno economico significativo. Ad esempio, nei 34 paesi dell’OCSE e dell’UE/SEE, investire 1 dollaro per migliorare l’igiene delle mani nei contesti sanitari genera un ritorno di 24,6 dollari sia in spese sanitarie che in guadagni di produttività nell’economia più ampia (fonte OMS)

Il tema della campagna OMS di quest’anno è “Promuovere la conoscenza e la capacità dei lavoratori sanitari attraverso formazione e istruzione innovativa e di impatto, sulla prevenzione delle infezioni e il controllo, compresa l’igiene delle mani”, abbinato allo slogan: “Perché condividere la conoscenza sull’igiene delle mani è ancora così importante? Perché aiuta a fermare la diffusione di germi dannosi nell’ambito sanitario”.

L’IRCCS Fondazione G. B. Bietti ha negli anni sensibilizzato e formato il personale sulla buona pratica di igiene delle mani. La Direzione Strategica dall’inizio della emergenza epidemiologica ha rinforzato ancora di più tale tematica e, nell’ambito delle attività di Gestione del Rischio Clinico e Prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza, ha inserito tra gli obiettivi del PAICA prima e del PARS poi, il rafforzamento delle iniziative di sensibilizzazione, formazione e monitoraggio della adesione alle buone pratiche anche con la partecipazione alla giornata mondiale del lavaggio delle mani.
Inoltre, la Commissione Rischio Clinico e ICA dell’IRCCS ha pianificato l’esecuzione dell’autovalutazione mediante gli appositi questionari ed il successivo monitoraggio ad opera del gruppo di osservatori opportunatamente formati.

Per la giornata mondiale dell’igiene delle mani 2024, la Fondazione Bietti ha in programma numerose attività.

 

Per gli operatori sanitari:
>sensibilizzazioni sull’igiene delle mani attraverso i facilitatori del gruppo
operativo per il Piano Locale di Igiene delle Mani a valenza multiprofessionale sulla importanza
del lavaggio delle mani nei momenti di cura;

> campagna di comunicazione sulla necessità di osservare il corretto tempo di lavaggio nonché posizionamento nei punti di lavaggio chirurgico delle mani (sala operatoria, PC1 e PC2) e negli ambulatori, di un apposito timer regolato con i secondi fondamentali per eseguire un lavaggio efficace così da incentivare a non eseguire frettolosamente una procedura così importante;

> affissione e distribuzione di materiale informativo della Giornata per promuovere il lavaggio delle mani e l’utilizzo del gel idroalcolico in rispetto della corretta procedura e dei tempi di lavaggio;

invito a partecipare al webinar del WHO Infection Prevention and Control Global il 6 Maggio 2024, ore 2:00-3:30 pm CET “World Hand Hygiene Day 2024 – why is sharing knowledge about hand hygiene still so important?”.

Per le persone che accedono ai luoghi di cura:

> distribuzione della brochure  “Conta il tempo …il tempo conta” che spiega la corretta igiene delle mani sia con acqua e sapone che con gel idroalcolico e dell’importanza di contare i secondi del lavaggio per una efficace procedura;

> distribuzione della brochure “Lava le mani, proteggi la vista” con raccomandazioni da seguire a domicilio per pazienti con patologie oftalmiche e raccomandazione da seguire a domicilio dopo iniezione intravitreale di farmaco per patologie della retina” ai pazienti/caregiver nell’ottica di un maggiore coinvolgimento e adesione al percorso terapeutico;

> sensibilizzazione dell’utenza sull’importanza dell’igiene delle mani e dell’antibiotico resistenza che rappresentano un rischio per la salute globale al fine di operare sinergicamente per prevenire le infezioni;

distribuzione di campioncini di gel idroalcolico agli utenti e ai visitatori per sensibilizzare sull’igiene delle mani, ed ancor più, durante la presenza in un ambiente sanitario.